"Bandiera Isis alla Casa Bianca", due arresti a Chicago

Arrestati a Chicago due presunti fiancheggiatori dello Stato Islamico. Incastrati dagli agenti sotto copertura. Le intercettazioni choc sugli attentati in Europa

Il sogno era quello che, un giorno, la bandiera nera dell’Isis sventolasse addirittura sulla Casa Bianca. Ma, per "colpa" di un infiltrato, due 35enni di Chicago sono finiti in manette con la terribile accusa di essere fiancheggiatori del sedicente Stato Islamico.

Sono stati arrestati, come riporta il Chicago Tribune, dagli agenti dell’Fbi alle cinque della mattinata di mercoledì. Una volta ammanettati, Edward Schimenti e Joseph Jones sono stati trascinati davanti a una corte federale che ha messo nero su bianco le accuse delle quali dovranno rispondere: sono sospettati di aver tramato nell’ombra per fornire sostegno, mezzi e molto probabilmente per arruolare soldati alla causa dell’Isis.

Li ha incastrati un infiltrato. S’è finto interessato alla causa jihadista fino a rendersi interessato e disponibile, addirittura, a prender l’aereo per raggiungere le milizie islamiste sul campo. In settantasette pagine sono state raccolte le risultanze dell’inchiesta che rivela i lati oscuri del jihadismo negli Stati Uniti. E quando l'hanno accompagnato all'aeroporto, venerdì scorso, convinti che il loro uomo si sarebbe battuto fino alla morte per la causa islamista, lo avrebbero salutato raccomandandogli di "irrigare quella terra con il sangue degli infedeli".

L'inchiesta è andata avanti per quasi un anno e mezzo, è partita nel settembre del 2015. I due indagati erano finiti nel mirino degli investigatori a causa dell'attività sui loro social. Così, gli inquirenti hanno deciso di controllarli più da vicino e cercare di capire il loro coinvolgimento nel jihadismo.

In poco meno di quindici mesi d'indagine, i federali hanno raccolto elementi interessantissimi. Ai loro informatori, i due indagati avrebbero mostrato foto che li ritraevano con la bandiera nera dell’Isis. Sono state registrate alcune conversazioni in cui i due avrebbero commentato in maniera entusiastica i sanguinosi attentati che hanno sconvolto l’Europa, da Parigi fino a Berlino. Mostravano fieri i video della propaganda islamica, quelli delle esecuzioni più truci. Sognava, Schimenti, che l’Isis potesse radicarsi anche in America. Che tutti gli omosessuali venissero lanciati giù dalla Willis Tower di Chicago, il grattacielo che fino al 1998 è stato considerato come il più alto del mondo. E che sulla Casa Bianca sventolasse, finalmente, il drappo nero del jihadismo.

Avrebbero voluto colpire anche a Chicago, al Naval Station Great Lakes e stavano studiando – secondo le accuse – i metodi migliori per attaccare. Un proposito che, per fortuna, non potranno più mettere in pratica.