In un solo giorno 1000 arresti. In Turchia continua la purga

Nel mirino uomini della rete di Gulen "infiltrati" tra le forze dell'ordine

Migliaia di ordini di cattura e mille persone già in manette. Continua implacabile la purga in Turchia, dove da dopo il fallito colpo di Stato dello scorso luglio nel mirino delle istituzioni sono finiti curdi, oppositori e membri della rete di Fethullah Gulen, per anni alleato del presidente Erdogan e ora accusato di avere ordito il golpe.

3224 in totale i mandati di cattura, per un'operazione lanciata dalla procura di Ankara e messa in atto dalla polizia, con accanto gli uomini dei servizi segreti. Settantadue le province coinvolte, su un totale di 81, secondo quanto annunciato dal ministro dell'Interno, Suleyman Soylu.

Avrebbero infiltrato le forze di polizia, sostengono le istituzioni, che hanno definito gli arrestati "imam segreti" e specificato che l'operazione è ancora in corso. Sono oltre 40.000 le persone arrestate da luglio e 120.000 quanti sono stati sospesi dalla loro professione: soldati, poliziotti, magistrati e dipendenti statali, tutti accusati di legami con organizzazioni terroristiche, dal Pkk alla comunità di Gulen.

Commenti

paco51

Mer, 26/04/2017 - 13:15

per favore vieni da noi per tre giorni, sarebbe una grazia Divina!

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 26/04/2017 - 13:20

Ancora un po e resta solo lui in libertà...

Renee59

Mer, 26/04/2017 - 13:21

Il Grande Democratico.

Ritratto di ateius

ateius

Mer, 26/04/2017 - 14:05

penso che tutto ciò sia propedeutico all'obiettivo ultimo di ogni buon musulmano che consolida il potere. imporre alla donna totale sottomissione al maschio.. divieto assoluto di esporsi.. abolizione di ogni riferimento anche indiretto alla sessualità. in pratica la sharia. così la "Fitna" che terrorizza da sempre i musulmani sarà scongiurata. Costi quel che costi.

agosvac

Mer, 26/04/2017 - 14:22

Mi sorge un dubbio: ma se erdogan mette tutti in galera, chi voterà per lui????

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 26/04/2017 - 14:29

Alte cariche istituzionali, associazioni umanitarie, centri sociali, tutto il soccorso rosso è sceso in campo per chiedere la scarcerazione di Gabriele Del Grande, finito in carcere senza motivo, per "violenza istituzionale", come l'ha definita lo stesso Del Grande. Dal fallito golpe contro Erdogan, in Turchia sono finiti in carcere centinaia di migliaia di cittadini (militari, giudici, funzionari e impiegati statali, professori, giornalisti, professionisti; hanno chiuso testate stampa e canali TV), senza motivi plausibili; bastava il sospetto che fossero contrari al governo. Ora Del Grande, e tutta l'armata Brancaleone della sinistra scenderà in campo per difendere questi ultimi mille turchi finiti in carcere per "violenza istituzionale"? Oppure no?

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Mer, 26/04/2017 - 14:43

Bravo Erdogan, meglio in galera in Turchia che richiedenti asilo in Italia!

pardinant

Mer, 26/04/2017 - 14:54

Lo hanno votato e se lo tengano, un detto dice "mal voluto non è mai troppo". Tra una cinquantina di anni, forse potranno tornare ad essere un Paese civile. La Spagna ci insegna: dopo una simile periodo di dittatura ora è un paese civile, funzionante in fase di crescita dopo aver superato rapidamente la crisi economica, cosa che noi non abbiamo ancora fatto.