La spia addestrata dai francesi e diventato qaedista

Gli Usa puntano il dito contro la Francia: avrebbe formato un esperto di esplosivi da infiltrare tra i fondamentalisti. L'uomo una volta sul campo sposò la jihad

David Drugeon, figlio della borghesia francese, si sarebbe convertito all’islam e poi radicalizzato prendendo il nome di Daoud. Come sottolinea l'Huffington Post sarebbe lui "a guidare la cellula integralista qaedista nota all’antiterrorismo come Khorasan group e attiva nel territorio di Idlib, al confine con la Turchia"Gli americani puntano il dito contro i servizi segreti francesi, accusandoli di averlo addestrato. Esperto nella fabbricazione di bombe e ordigni di vario genere, è uno dei jihadisti più ricercati dalla coalizione militare occidentale. Da parte loro i francesi smorzano le accuse e minimizzano le responsabilità, ma è provato che Drugeon è stato addestrato nei reparti militari della Drm francese (Direction du rensignement militare) salvo poi disertare diventando uno dei più temuti capi della jihad qaedista. I servizi francesi sono già finiti sotto accusa anche per essersi lasciati sfuggire di mano i fratelli Kouachi, che erano tenuti sotto controllo (evidentemente non troppo, visto cosa hanno fatto a Parigi).

A raccontare la storia di Drugeon, lo scorso autunno, è stato il giornalista americano Mitchell Prathero, che si è spinto nelle sue ricerche fino a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Ovviamente se le accuse mosse dagli americani venissero confermate, o se non arrivassero risposte chiare da parte dei francesi, si avrebbe la conferma della necessità improcrastinabile di una profonda riforma dei servizi con sede a Parigi.

Drugeon aveva sposato l'islam con il fratello nel 2002, radicalizzando piano piano le proprie posizioni. In Egitto ha frequentato (pagandosela) una scuola coranica per imparare l’arabo e, dopo essere rientrato in Francia, ha deciso di lasciare definitivamente nel 2010 trasferendosi in pianta stabile in Egitto. Questa, almeno, erano gli spostamenti registrati dalla sua famiglia, che era rimasta sotto choc per la scelta del giovane di abbracciare l'islam. Da lì all'integralismo islamico il passo è stato breve e Daoud ben presto è finito nelle cronache dell'antiterrorismo, che lo considerava alla guida di una cellula qaedista legata ad al Nusra (al Qaeda in Siria). 

Secondo il giornalista americano Drugeon sarebbe stato addestrato dall’intelligence militare francese per essere poi infiltrato in qualche comunità radicale. Ma una volta sul campo ha disertato, spifferando al nemico tutti i segreti che conosceva. Vero o falso? Difficile saperlo. Resta il fatto che il francese era uno degli obiettivi dei raid aerei occidentali fino a che, a novembre, sarebbe stato ucciso, portandosi dietro tutti i misteri. Ma quanti altri David francesi (e non solo) ci sono? Sicuramente molti. Fa parte del lavoro dell'intelligence. L'importante è che non passino dall'altra parte, come già avvenuto per Mohammed Merah, il giovane franco-algerino che nel marzo 2012 fece fuori sette persone nell’attentato di Tolosa. Anche lui era stato reclutato come "fonte". Ma evidentemente non era così convinto di collaborare. 

 

Commenti

ciannosecco

Mer, 14/01/2015 - 18:46

Nessun problema,passate il nominativo al Mossad e il problema è bello che risolto.

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Riky65

Mer, 14/01/2015 - 19:09

Anche la Francia ha i suoi pistola!!!

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bingo bongo

Mer, 14/01/2015 - 19:38

Ogni giorno che passa,purtroppo per le vittime innocenti, sembra d'aver assistito ad un film della pantera rosa.

Silviovimangiatutti

Mer, 14/01/2015 - 21:23

Quali Servizi segreti ? Ma sì quelli che hanno fatto fuori Gheddafi, resa nulla l'attività diplomatica di Silvio con la Libia, che hanno tirato già il DC9 ITAVIA, che hanno fatto fuori Enrico Mattei nel 1962 e che una settimana fa hanno lasciato che soggetti segnalati dalla CIA e dal FBI circolassero armati per Parigi a piede ibero !

GB01

Gio, 15/01/2015 - 07:49

Spero che i servizi italiani siano messi un po' meglio...

cgf

Gio, 15/01/2015 - 08:13

sembra il bue che da del .... all'asino. a quanto pare il califatto è pieno di armi americane e qualcuno avrà pure insegnato loro ad usarle.

alberto_his

Gio, 15/01/2015 - 08:38

Altra prova, se ce ne fosse mai bisogno, che l'organizzazione delle milizie irregolari jihadiste è riconducibile a servizi occidentali, non ad autonomi sunnitelli. "L'importante è che non passino dall'altra parte, come già avvenuto per Mohammed Merah" c'est a dire: finche sovverte governi o accoppa civili lontano da qui va tutto bene, lo paghiamo per questo, ma quanto si porta il lavoro a casa allora le cose cambiano.

Raoul Pontalti

Gio, 15/01/2015 - 12:30

Ben scritto ottimo alberto_his. Ma se lo diciamo noi siamo criptoislamici e fiancheggiatori dei terroristi...