Stati Uniti, indagini su statua mariana che pianse durante la messa

In New Mexico (Stati Uniti) una statua raffigurante Nostra Signora di Guadalupe ha pianto davanti ai parrocchiani. Adesso un campione del fluido raccolto dalla scultura è stato inviato per le analisi chimiche

In New Mexico (Stati Uniti) una statua raffigurante Nostra Signora di Guadalupe, la patrona delle Americhe, nel mese di maggio scorso ha pianto davanti ai parrocchiani (prevalentemente ispanici, per lo più messicani) durante la messa di mezzogiorno. Adesso un campione del fluido raccolto dalla scultura è stato inviato per le analisi chimiche.

La vicenda è accaduta a Hobbs, una città nella Contea di Lea, abitata da circa 35 mila abitanti. Hobbs fa parte della diocesi cattolica di Las Cruces (una sede suffraganea della più nota Arcidiocesi di Santa Fe), un territorio ecclesiastico della regione sud-occidentale degli Stati Uniti, comprendente 10 contee meridionali dello stato del Nuovo Messico (Hidalgo, Grant, Luna, Sierra, Doña Ana, Otero, Lincoln, Chaves, Eddy e Lea).

Proprio l’ultima guida spirituale di questa diocesi – eretta canonicamente da Papa Giovanni Paolo II il 17 agosto 1982 – vale a dire monsignor Oscar Cantú ha detto di avere "esaminato l'interno della statua", di non avere trovato congegni ma "solo ragnatele".

È stato contattato anche il produttore messicano della scultura. Il realizzatore dell’opera ha spiegato che per questa statua di bronzo "non c’è alcuna possibilità di umidità nel bronzo". Dopo questo approfondito esame diocesano della scultura, il vescovo ha deciso di inviare un campione del fluido raccolto, un misterioso olio d’oliva che emette un profumo di rose, ad analisti chimici per comprendere, scientificamente, di cosa si tratti.

Il fatto che si possa trattare di olio d'oliva non preclude il fatto che possa essere considerato un miracolo dalla Chiesa. "È qualcosa di simile all'olio che benedico e consacro ogni anno che usiamo per il battesimo, per le cresime e per l'ordinazione dei sacerdoti", ha detto il prelato che, intanto, è stato nominato da Papa Francesco vescovo coadiutore di San Jose (California) lo scorso 11 luglio.

Monsignor Cantú, nonostante lascerà definitivamente la sede di Las Cruces il prossimo 28 settembre, quando si insedierà nella nuova sede, ha assicurato che continuerà con le indagini. Quando Papa Benedetto XVI nel 2008 aveva nominato Cantú vescovo (allora titolare di Dardanus e ausiliare di San Antonio), era il più giovane vescovo negli Stati Uniti.

Dopo le prove scientifiche la Chiesa, escludendo eventuali frodi umane, dovrà dichiararsi sull’origine delle lacrime. Si potrebbe trattare, infatti, di evento soprannaturale permesso da Dio o di prodigio preternaturale provocato dal demonio, ha spiegato monsignor Cantù. Tutto sarà valutato sulla base dei "frutti del fenomeno".

Alcune persone hanno riferito "frutti belli e positivi", ha detto Cantù. "Ho letto la maggior parte di quelle testimonianze scritte, e sono storie di forte fede, persone che hanno affrontato terribili sofferenze nella loro vita e hanno provato una straordinaria consolazione spirituale nelle lacrime di Maria".

"Sto controllando le pratiche", ha detto il prelato, sapendo di avere l'ultima parola sulla vicenda ma, ha dichiarato "rimando alla saggezza di papa Francesco".

Commenti

Divoll

Gio, 19/07/2018 - 23:10

Non mi sorprende che piangesse, vere o false che fossero le sue lacrime. C'e' da piangere, infati, a vedere come si e' ridotta la Chiesa...