Stati Uniti, lanciato missile balistico intercontinentale

Il missile Minuteman III LGM-30G disarmato è stato lanciato dalle base di Vandenberg, in California: Il veicolo di rientro ha colpito il bersaglio

L’Air Force statunitense ha lanciato con successo un missile balistico intercontinentale Minuteman III LGM-30G disarmato. E’ quanto comunica in una nota l’Air Force Global Strike Command. Il lancio è avvenuto poche ore fa dalle base di Vandenberg, in California.

“Il test è stato effettuato per determinare l'accuratezza e l'affidabilità del sistema e non è collegato ad alcun evento del mondo reale. Il veicolo di rientro ha raggiunto l'obiettivo previsto, ma non possono essere rilasciati ulteriori dettagli”.

Gli Stati Uniti hanno 400 ICBM Minuteman III nei silos del Wyoming, North Dakota e Montana sempre pronti al lancio.

Secondo quanto stabilito nel 2010 dalla Nuclear Posture Review, gli Stati Uniti hanno rimodulato la triade in base al New Strategic Arms Reduction Treaty. Dal 5 febbraio scorso gli Stati Uniti hanno 700 lanciatori strategici schierati ed altri cento in riserva. Il Dipartimento della Difesa ha rimosso 56 tubi di lancio dalla flotta strategia Ohio portando il numero a 20 missili Trident II ad unità, pari a 240 SLBM dispiegati e 40 in riserva. Complessivamente, la forza SLBM passa da 336 a 280 missili. Tuttavia, i sottomarini statunitensi hanno triplicato la loro letalità grazie alla super spoletta programmabile con calibrazione automatizzata che dal 2009 è stata incorporato nella testata W76-1 / Mk4A. Tutte le testate W76-1 schierate sui sottomarini balistici hanno ottenuto questa capacità di detonazione.

L’anomalia del test dello scorso agosto

Il primo agosto scorso l’Air Force ha avviato la sequenza di detonazione di un missile balistico intercontinentale Minuteman III LGM-30G disarmato lanciato dalla base di Vandenberg, in California. L’anomalia inattesa ha determinato la distruzione dell’ICBM ad opera del Mission Flight Control Officers di Vandenberg che sovrintende la fase di volo dei missili balistici intercontinentali statunitensi. Il Minuteman III è stato terminato in sicurezza sull'Oceano Pacifico. Il missile avrebbe dovuto colpire un bersaglio nell'atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall, a 6.759 chilometri di distanza. Solitamente, il 30th Space Wing pianifica annualmente quattro lanci per testare tutte le fasi del sistema d’arma e dimostrare l’efficacia della componente strategica terrestre degli Stati Uniti. La posizione geo-localizzata è il principale nemico della componente strategica terrestre in un attacco preventivo, ma rappresenta la componente fondamentale della Distruzione mutua assicurata.

La deterrenza nucleare dell’Air Force

La deterrenza nucleare è quella capacità di un paese X di schierare in linea d’attacco un determinato numero di sistemi d’arma di distruzione di massa con diversa gittata e potenza e di poterli lanciarli contro un avversario Y sia in modo preventivo (First Strike) che in risposta ad un attacco subito (Second Strike). Alcuni asset strategici come quello Usa si basano su una triplice capacità che conferisce al comandante in capo delle forze armate diverse opzioni d’attacco. Una precisa strategia che prevede l’impiego di diversi sistemi d’arma con potenza scalabile su piattaforme stratificate. Strategia elaborata fin dalla Guerra Fredda, ma che potrebbe dimostrarsi non più efficace in un asset moderno. L'Air Force sovrintende alla componente strategica terrestre ed aerea.

La componente strategica terrestre dell'Air Force

Missile balistico intercontinentale Minuteman III LGM-30G

Lo scorso marzo gli Stati Uniti hanno concluso la riduzione della flotta ICBM Minuteman III, secondo quanto stabilito dai trattati di non proliferazione, portandola da 450 a 400. I 50 silos smantellati sono mantenuti a caldo, cioè preservano la loro capacità di lancio. Nel 2014, l'amministrazione Obama comunicò la postura strategica in conformità al New Strategic Arms Reduction Treaty che Stati Uniti e Russia sugellarono nel 2010. Oltre ai meccanismi di verifica non contemplati nei precedenti trattati, il New Start stabilisce una nuova riduzione degli asset strategici pari al 30% dell’arsenale nucleare.

I 400 Icbm Minuteman III schierati nei silos del Wyoming, North Dakota e Montana sono sempre pronti al lancio. Ogni missile trasporta una singola testata da 300 kilotoni. Altri 50 missili sono in riserva. Sulla flotta Minuteman III, in base ai trattati di non proliferazione, è stata rimossa la capacità Mirv/Marv per quattro testate a rientro multiplo indipendente. Boeing collabora con l'Air Force dal 1958 alla progettazione, assemblaggio e verifica del sistema Minuteman. Il sistema d’arma, entrato in servizio nel 1970, difficilmente riuscirà a sopravvivere alle difese aeree nemiche in linea dal 2030. Nel 1963 la forza ICBM statunitense raggiunse i 597 missili pronti al lancio, portati a mille nel 1966. Il numero è stato poi ridotto gradualmente fino a 450 nel 1991. Tutti i presidenti da Lyndon Johnson in poi, hanno proceduto a ridurre l’arsenale strategico. Nonostante tutto, la capacità nucleare statunitense resta superiore a quella di Gran Bretagna, Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord e Pakistan messe assieme. Il programma Ground Based Strategic Deterrent dovrà dare luce ad un nuovo missile balistico che resterà in servizio fino al 2080. Il costo della nuova componente strategica terrestre è al momento stimato in 85 miliardi di dollari, proiezione al ribasso, ma potrebbe superare quello del programma F-35. I fondi sono così divisi: 22,6 miliardi per la ricerca e lo sviluppo, 61,5 miliardi di dollari per l'approvvigionamento e 718 milioni di dollari per l’ottimizzazione delle strutture militari.

L’Air Force dovrebbe acquistare 642 missili ad un costo medio di 66,4 milioni di dollari ciascuno, anche se il numero potrà essere soggetto a variazioni. Tra il 2036 ed il 2040 è stimata una spesa supplementare di 1,25 miliardi all'anno per operazioni e costi di supporto. I primi fondi sono stati inseriti nella richiesta di bilancio 2018, ma il programma Ground Based Strategic Deterrent riceverà finanziamenti supplementari per far fronte alle operazioni di collaudo del futuro sostituto del Minuteman III. Lo scorso ottobre l’USAF ha concluso l’aggiornamento da 68 milioni di dollari per una nuova unità di trasferimento dati. La DTU o Data Transfer Unit è stata progettata per ridurre i tempi di caricamento (30 minuti per elaborare i codici di lancio e sette minuti per l’upload) del Missile Guidance Set cervello del Minuteman III. Il nuovo dispositivo è stato utilizzato per la prima volta il 23 giugno dello scorso anno.

Messaggio di reazione immediata: come si lanciano i Minuteman

Il Defense Department's Strategic Automated Command and Control System, utilizzato per inviare e ricevere messaggi di reazione immediata per il lancio di missili strategici a copertura di possibili bersagli, è in esecuzione su una piattaforma informatica IBM del 1970 ed utilizza i floppy disk da 8 pollici per memorizzare i dati dei missili Minuteman. I pezzi di ricambio per il sistema sono ovviamente difficili da trovare perché obsoleti e fuori produzione da decenni. Il governo americano spreca quasi interamente il suo “technology budget” nella manutenzione di piattaforme informatiche che dovrebbero trovarsi in un museo. La tecnologia in esecuzione è così obsoleta che richiede il 75% del budget stanziato, pari a 80 miliardi di dollari l’anno, solo per la manutenzione. Il Congresso, in realtà, non ha mai considerato lo stanziamento dei fondi da investire nella transizione verso i nuovi sistemi (ufficialmente ignorava che al Pentagono utilizzassero ancora i floppy disk), demandando tale compito alle singole necessità delle agenzie. Il Pentagono utilizzerà i floppy disk da 8 pollici per memorizzare i dati dei bersagli dei missili balistici intercontinentali fino alla fine dell'anno in corso (essendo fuori produzione, il governo li acquista nuovi su Ebay). Entro il prossimo anno dovrebbero andare in pensione. Non c’è alcuna data, invece, per l’aggiornamento delle piattaforme IBM datate 1970 ancora in esecuzione.

Perché i floppy disk da 8 pollici?

I 400 missili Minuteman schierati nel Montana, Nord Dakota e Wyoming sono gestiti da hardware e software che oggi non esiteremmo a definire obsoleto. In realtà, nei siti di lancio l’orologio si è fermato al tempo della guerra fredda. Il motivo è facilmente intuibile: è improbabile, oggi, che un hacker possa avere esperienza con un floppy da 8 pollici. La mancanza di una connessione ad Internet poi, fornisce una sicurezza solida per i siti missilistici. I floppy da 8 pollici, infine, non dispongono dello spazio necessario per contenere un malware. Parliamo di 1,2 megabytes, ma solo nella versione a “doppia faccia”.

La componente strategica aerea dell'Air Force

E’ la capacità di infiltrare in territorio nemico bombardieri a bassa osservabilità equipaggiati con munizionamento nucleare. Il First Strike è demandato al bombardiere B-2 (in attesa del B-21 in servizio dal 2025), ma la potenza conferita da “una occasionale azione di attacco” di un sistema d’arma a bassa osservabilità, non garantirebbe la sconfitta del paese X e sarebbe in antitesi con i piani strategici in vigore.

In questo caso il problema è di natura concettuale: un velivolo è fortemente limitato dalle sue dimensioni. I sistemi nucleari aviotrasportati andrebbero visti come la capacità di utilizzare delle armi tattiche o micro-tattiche con potenza scalabile per singole missioni che non richiedono una proiezione strategica standard. E' una strategia obsoleta che proviene direttamente dalla Guerra Fredda. Il riferimento alle B61-12 è d’obbligo. La resa di un'arma nucleare sarà sempre strategica, mai tattica. I nuovi missili da crociera per la componente strategica aerea saranno disponibili tra il 2028 ed il 2036.

La flotta ICBM mobile dell’Air Force

Se in un ipotetico conflitto, gli Stati Uniti lanciassero missili Minuteman contro un paese X asiatico, dovrebbero violare lo spazio aereo sovrano di altre superpotenze. Una traiettoria balistica di attacco che potrebbe innescare una risposta nucleare non voluta di un terzo paese. Ecco perché parliamo di simmetria della componente strategica terrestre. Nonostante gli ICBM terrestri rappresentino la componente fondamentale della distruzione mutua assicurata, sono ostaggio della loro stessa ubicazione, nota anche al paese nemico. Collegati in rete ad un centro di controllo sotterraneo, i Minuteman III rappresentano l’ultima linea di difesa qualora il nemico dovesse mettere offline l’intera comunicazione satellitare Usa con sistemi ASAT e rendere impossibile i contatti con le altre forze strategiche nel globo.

Il concetto strategico di casualità: Il programma Ground-Based Strategic Deterrent

Nell’ambito del programma Ground-Based Strategic Deterrent, l’Air Force ripensa alla sua prima flotta Icbm mobile che entrerebbe in servizio nel 2050. E’ l’unica opzione del programma che prevede una flotta di missili balistici intercontinentali mobili trasportati su lanciatori stradali, ferroviari o navali. Non è la prima volta che accade. Basti pensare al sistema Hard Mobile Launcher con l’XMGM-134A Midgetman stradale nel programma Land Mobile, al Peacekeeper su rotaie o alle chiatte strategiche. In realtà esistono centinaia di configurazioni proposte per il lancio degli ICBM. La teoria alla base di un ICBM mobile è molto semplice. A causa dello loro peculiare asimmetria strategica (la mobilità) i lanciatori sarebbero al riparo da possibili attacchi preventivi del nemico. Gli ICBM mobili avrebbero la capacità di lanciare da qualsiasi parte del territorio americano con preavviso minimo e tempi di esecuzioni minori rispetto ad un bombardiere o un sottomarino. Sarebbe impossibile (è un concetto generale) monitorare e colpire tutti i lanciatori di una potenza strategica schierati casualmente sul proprio territorio ed in costante movimento. La piattaforma mobile rappresenterebbe uno sviluppo senza precedenti nella strategia nucleare Usa.

Se venisse finanziato, il Ground-Based Strategic DeterrentIl prevederebbe primo step da 400 milioni di dollari per sviluppare la modularità che permetterebbe l’opzione su ruote. Il Minuteman III non è attualmente in grado di essere posizionato su piattaforma mobile. Le caratteristiche di progettazione e il costo totale richiesto per supportare questa opzione saranno valutati soltanto nel processo di acquisizione. La voce ICBM mobile ha una stima attuale di 80 miliardi di dollari nei prossimi 50 anni. L'opzione ibrida (Minuteman III mobile) è già stata sconsigliata in diverse valutazioni indipendenti.

La componente strategica ferroviaria russa e cinese

Il concetto del Nuke Train è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni sono molto meno costosi. Dato che è impossibile determinare con precisione il luogo da dove potrebbero lanciare i missili, i convogli camuffati sono soprannominati treni della morte o treni fantasma. Negli ultimi venti anni i cinesi hanno sviluppato un vasto sistema ferroviario sotterraneo da dove spostare i propri treni armati con missili balistici intercontinentali DF-41. In sviluppo dal 1982, il sistema su rotaie cinese si basa sulla tecnologia del precedente rail-mobile sovietico chiamato Combat Railway Missile Complex.

Russia: Combat Railway Missile Complex

Durante la Guerra Fredda, Mosca aveva in servizio dodici Molodets chiamati Combat Railway Missile Complex, equipaggiati con tre lanciamissili balistici RS-22. Nel 1969 l’Unione Sovietica, in risposta alla potenza nucleare dei sottomarini USA, schierò sull’intero territorio dei treni atomici perfettamente camuffati e che, di fatto, annullarono la rilevazione satellitare militare americana. I Molodets sono stati radiati dal servizio nel 1993. Dei 12 treni missilistici di epoca sovietica, 10 sono stati distrutti e due sono stati ceduti ad un museo. Tatticamente parlando, un treno nucleare ha senso perché impossibile da rilevare e quindi da neutralizzare. Nel settembre del 2015 il Cremlino autorizzò la produzione dei nuovi treni della morte. Avrebbero utilizzato le stesse automotrici del trasporto civile, mentre i convogli sarebbero stati identici a quelli refrigerati in servizio.

A differenza dei precedenti, i nuovi treni sarebbero stati in grado di lanciare da qualsiasi punto della sterminata ferrovia russa. I nuovi Barguzin avranno una potenza devastante. Ogni treno sarebbe stato armato con sei missili RS-24, ognuno in grado di trasportare quattro testate Mirv/Marv (dal sesto treno in poi). Ogni convoglio avrebbe potuto lanciare 24 testate termonucleari a rientro multiplo indipendente. Ciò significa che un solo treno sarebbe stato in grado di bersagliare 24 città. L’RS-24 Yars (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. È una versione aggiornata del missile balistico Topol-M ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri. E’ uno degli ICBM più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre 20 mach.

Russia: La fine del Programma Barguzin

Il programma Barguzin è stato chiuso nel dicembre dello scorso anno. Progettati per resistere all’onda d’urto di una testata nucleare, i treni avrebbero dovuto percorrere fino a mille chilometri al giorno alla velocità di 100 chilometri con un’autonomia di un mese. Incerto il destino dei cinque nuovi convogli messi in produzione dal Cremlino che ha garantito fondi per mantenere l’intero supporto logistico operativo. Funzionanti tutte le infrastrutture necessarie, comprese le profonde gallerie dove i treni non possono essere rilevati da qualsiasi forma di ricognizione o distrutti da un attacco nucleare. Ogni divisione su rotaia prevista era formata da cinque treni, ognuno dei quali considerato alla stregua di un reggimento. La stima iniziale prevedeva l’entrata in servizio dei Barguzin entro il 2019, ma è stata inizialmente posticipata di un anno e successivamente cancellata a fronte della situazione finanziaria del paese. Ogni treno nucleare sarebbe rimasto in servizio per venti anni su pattugliamenti di trenta giorni.

Anche la Corea del Nord avrebbe realizzato dei sistemi lanciamissili mobili a lunga gittata su rotaia. Il programma, supervisionato dalla Commissione Economica del Nord, rifletterebbe la volontà del leader nordcoreano Kim Jong un che nel marzo del 2016 ha evidenziato la necessità di diversificare le capacità di attacco nucleare del paese contro il nemico. Pyongyang avrebbe realizzato sei lanciatori su rotaia. Sebbene il sistema ferroviario del paese sia fatiscente, sarebbero comunque efficaci sotto l’aspetto strategico. La propulsione diesel garantirebbe di operare anche sulle linee non elettrificate ed apparentemente dismesse.