Gli Stati Uniti ripensano ad una flotta Icbm mobile

La piattaforma mobile rappresenterebbe uno sviluppo senza precedenti nella strategia nucleare degli Stati Uniti. I nuke train russi e cinesi.

Nel 2050 gli Stati Uniti potrebbero avere in servizio una flotta di missili balistici intercontinentali mobili trasportati su lanciatori stradali, ferroviari o navali così da garantire la rappresaglia dopo un attacco preventivo delle potenze strategiche, Russia o Cina.

La deterrenza nucleare dell’Air Force

La deterrenza nucleare è quella capacità di un paese X di schierare in linea d’attacco un determinato numero di sistemi d’arma di distruzione di massa con diversa gittata e potenza e di poterli lanciarli contro un avversario Y sia in modo preventivo (First Strike) che in risposta ad un attacco subito (Second Strike). Alcuni asset strategici come quello Usa si basano su una triplice capacità che conferisce al comandante in capo delle forze armate diverse opzioni d’attacco. Una precisa strategia che prevede l’impiego di diversi sistemi d’arma con potenza scalabile su piattaforme stratificate. Strategia elaborata fin dalla Guerra Fredda, ma che potrebbe dimostrarsi non più efficace in un asset moderno. L'Air Force sovrintende alla componente strategica terrestre ed aerea.

La componente strategica terrestre

400 Icbm Minuteman III schierati nei silos del Wyoming, North Dakota e Montana sempre pronti al lancio. Ogni missile trasporta una singola testata da 300 kilotoni. Altri 50 missili sono in riserva. I 50 silos smantellati sono mantenuti a caldo, cioè preservano la loro capacità di lancio. Sulla flotta Minuteman III, in base ai trattati di non proliferazione, è già stata rimossa la capacità Mirv/Marv per quattro testate a rientro multiplo indipendente. Boeing collabora con l'Air Force dal 1958 alla progettazione, assemblaggio e verifica del sistema Minuteman. Il sistema d’arma, entrato in servizio nel 1970, difficilmente riuscirà a sopravvivere alle difese aeree nemiche in linea dal 2030. Nel 1963 la forza Icbm statunitense raggiunse i 597 missili pronti al lancio, portati a mille nel 1966. Il numero è stato poi ridotto gradualmente fino a 450 nel 1991. Tutti i presidenti da Lyndon Johnson in poi, hanno proceduto a ridurre l’arsenale strategico. Nonostante tutto, la capacità nucleare statunitense resta superiore a quella di Gran Bretagna, Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord e Pakistan messe assieme. Il programma Ground Based Strategic Deterrent dovrà dare luce ad un nuovo missile balistico che resterà in servizio fino al 2080. Il costo della nuova componente strategica terrestre è al momento stimato in 85 miliardi di dollari, proiezione al ribasso, ma potrebbe superare quello del programma F-35. I fondi sono così divisi: 22,6 miliardi per la ricerca e lo sviluppo, 61,5 miliardi di dollari per l'approvvigionamento e 718 milioni di dollari per l’ottimizzazione delle strutture militari. L’Air Force dovrebbe acquistare 642 missili ad un costo medio di 66,4 milioni di dollari ciascuno, anche se il numero potrà essere soggetto a variazioni. Tra il 2036 ed il 2040 è stimata una spesa supplementare di 1,25 miliardi all'anno per operazioni e costi di supporto. I primi fondi saranno inseriti nella richiesta di bilancio 2018, ma il programma Ground Based Strategic Deterrent riceverà finanziamenti supplementari per far fronte alle operazioni di collaudo del futuro sostituto del Minuteman III. Poche ore fa l’Usaf ha dichiarato concluso l’aggiornamento da 68 milioni di dollari per una nuova unità di trasferimento dati. La DTU o Data Transfer Unit è stata progettata per ridurre i tempi di caricamento (30 minuti per elaborare i codici di lancio e sette minuti per l’upload) del Missile Guidance Set cervello del Minuteman III. Il nuovo dispositivo è stato utilizzato per la prima volta il 23 giugno scorso.

La componente strategica aerea

E’ la capacità di infiltrare in territorio nemico bombardieri a bassa osservabilità equipaggiati con armamento nucleare. Il First Strike è demandato al bombardiere B-2 (in attesa del Long Range Strike-Bomber, in servizio dal 2025), ma la potenza conferita da “una occasionale azione di attacco” di un sistema d’arma a bassa osservabilità, non garantirebbe la sconfitta del paese X e sarebbe in antitesi con i piani strategici in vigore. In questo caso il problema è di natura concettuale: un velivolo è fortemente limitato dalle sue dimensioni. I sistemi nucleari aviotrasportati andrebbero visti come la capacità di utilizzare delle armi tattiche o micro-tattiche con potenza scalabile per singole missioni che non richiedono una proiezione strategica standard. Il riferimento alle B61-12 è d’obbligo. I nuovi missili da crociera per la componente strategica aerea saranno disponibili tra il 2028 ed il 2036.

La flotta Icbm mobile dell’Air Force

Se in un ipotetico conflitto, gli Stati Uniti lanciassero missili Minuteman contro un paese X asiatico, dovrebbero violare lo spazio aereo sovrano di altre superpotenze. Una traiettoria balistica di attacco che potrebbe innescare una risposta nucleare non voluta di un terzo paese. Ecco perché parliamo di simmetria della componente strategica terrestre. Nonostante gli Icbm terrestri rappresentino la componente fondamentale della distruzione mutua assicurata, sono ostaggio della loro stessa ubicazione, nota anche al paese nemico. Collegati in rete ad un centro di controllo sotterraneo, i Minuteman III rappresentano l’ultima linea di difesa qualora il nemico dovesse mettere offline l’intera comunicazione satellitare Usa con sistemi ASAT e rendere impossibile i contatti con le altre forze strategiche nel globo.

Il concetto strategico di casualità

Nell’ambito del programma Ground-Based Strategic Deterrent, l’Air Force ripensa alla sua prima flotta Icbm mobile che entrerebbe in servizio nel 2050. E’ l’unica opzione del programma che prevede una flotta di missili balistici intercontinentali mobili trasportati su lanciatori stradali, ferroviari o navali. Non è la prima volta che accade. Basti pensare al sistema Hard Mobile Launcher con l’XMGM-134A Midgetman stradale nel programma Land Mobile, al Peacekeeper su rotaie o alle chiatte strategiche. In realtà esistono centinaia di configurazioni proposte per il lancio degli Icbm.

La teoria alla base di un Icbm mobile è molto semplice. A causa dello loro peculiare asimmetria strategica (la mobilità) i lanciatori sarebbero al riparo da possibili attacchi preventivi del nemico. Gli Icbm mobili avrebbero la capacità di lanciare da qualsiasi parte del territorio americano con preavviso minimo e tempi di esecuzioni minori rispetto ad un bombardiere o un sottomarino. Sarebbe impossibile (è un concetto generale) monitorare e colpire tutti i lanciatori di una potenza strategica schierati casualmente sul proprio territorio ed in costante movimento. La piattaforma mobile rappresenterebbe uno sviluppo senza precedenti nella strategia nucleare Usa.

Il primo step da 400 milioni di dollari prevede lo sviluppo della modularità che permetterebbe l’opzione mobile. Il Minuteman III non è attualmente in grado di essere posizionato su piattaforma mobile. Le caratteristiche di progettazione e il costo totale richiesto per supportare questa opzione saranno valutati soltanto nel processo di acquisizione. La voce Icbm mobile ha una stima attuale di 80 miliardi di dollari nei prossimi 50 anni. L'opzione ibrida (Minuteman III mobile) è già stata sconsigliata in diverse valutazioni indipendenti.

Secondo quanto stabilito nel 2010 dalla Nuclear Posture Review, gli Stati Uniti rimoduleranno la triade in base al New Strategic Arms Reduction Treaty. Entro il 5 febbraio del 2018, gli Stati Uniti avranno 700 lanciatori strategici schierati ed altri cento in riserva. Il Dipartimento della Difesa ha ormai concluso la rimozione di 56 tubi di lancio dalla flotta strategia Ohio portando il numero a 20 missili Trident II ad unità, pari a 240 Slbm dispiegati e 40 in riserva. Complessivamente, la forza Slbm passa da 336 a 280 missili. Tuttavia, i sottomarini statunitensi hanno triplicato la loro letalità grazie alla super spoletta programmabile con calibrazione automatizzata che dal 2009 è stata incorporato nella testata W76-1 / Mk4A. Tutte le testate schierate sui sottomarini balistici hanno ottenuto questa capacità di detonazione.

La componente strategica ferroviaria russa e cinese

Il concetto del Nuke Train è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni sono molto meno costosi. Dato che è impossibile determinare con precisione il luogo da dove potrebbero lanciare i missili, i convogli camuffati sono soprannominati treni della morte o treni fantasma. Negli ultimi venti anni i cinesi hanno sviluppato un vasto sistema ferroviario sotterraneo da dove spostare i propri treni armati con missili balistici intercontinentali DF-41. In sviluppo dal 1982, il sistema su rotaie cinese si basa sulla tecnologia del precedente rail-mobile sovietico chiamato Combat Railway Missile Complex.

Durante la Guerra Fredda, Mosca aveva in servizio dodici Molodets chiamati Combat Railway Missile Complex, equipaggiati con tre lanciamissili balistici RS-22. Il Cremlino, nel settembre del 2015, ha dato il via alla produzione dei nuovi treni della morte. Nel 1969 l’Unione Sovietica, in risposta alla potenza nucleare dei sottomarini USA, schierò sull’intero territorio treni atomici perfettamente camuffati e che, di fatto, annullarono la rilevazione satellitare militare americana. I Molodets sono stati radiati dal servizio nel 1993. Dei 12 treni missilistici di epoca sovietica, 10 sono stati distrutti e due sono stati ceduti ad un museo. Tatticamente, un treno nucleare ha senso perché impossibile da rilevare e quindi da neutralizzare. Utilizzano le stesse automotrici del trasporto civile ed i convogli sono identici a quelli refrigerati in servizio. A differenza dei precedenti treni, i nuovi saranno in grado di lanciare da qualsiasi punto della sterminata ferrovia russa. I nuovi Barguzin avranno una potenza devastante. Ogni treno sarà armato con sei missili RS-24, ognuno in grado di trasportare quattro testate Mirv (verosimilmente Marv dal sesto treno in poi). Ogni convoglio potrà lanciare 24 testate termonucleari a rientro multiplo indipendente. Ciò significa che un solo treno potrebbe essere in grado di bersagliare 24 città. L’RS-24 Yars (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. È una versione aggiornata del missile balistico Topol-M ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri. E’ uno degli Icbm più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre 20 mach. I nuovi treni potranno resistere all’onda d’urto di una testata nucleare e saranno in grado di percorrere fino a mille chilometri al giorno alla velocità di 100 chilometri con un’autonomia di un mese. Sarebbero già in produzione cinque nuovi convogli, mentre l’intero supporto logistico è stato mantenuto operativo dai russi. Funzionanti tutte le infrastrutture necessarie, comprese le profonde gallerie dove i treni non possono essere rilevati da qualsiasi forma di ricognizione o distrutti da un attacco nucleare. Ogni divisione su rotaia sarà formata da cinque treni, ognuno dei quali considerato alla stregua di un reggimento. La stima iniziale prevedeva l’entrata in servizio dei Barguzin entro il 2019, ma è stata posticipata di un anno a fronte della situazione finanziaria del paese. Ogni treno nucleare dovrebbe restare in servizio per venti anni su pattugliamenti di trenta giorni.

Anche la Corea del Nord, infine, starebbe realizzando dei sistemi lanciamissili mobili a lunga gittata su rotaia. Il programma, supervisionato dalla Commissione Economica del Nord, rifletterebbe la volontà del leader nordcoreano Kim Jong un che nel marzo dello scorso anno ha evidenziato la necessità di diversificare le capacità di attacco nucleare del paese contro il nemico. Secondo le testimonianze raccolte da Radio Free Asia, il governo avrebbe realizzato sei lanciatori su rotaia. Sebbene il sistema ferroviario del paese sia fatiscente, sarebbero comunque efficaci sotto l'aspetto strategico. La propulsione diesel garantirebbe di operare anche sulle linee non elettrificate ed apparentemente dismesse.

Commenti

Demy

Mer, 04/10/2017 - 11:35

Adesso potranno colpire anche l'isis?

cgf

Mer, 04/10/2017 - 14:49

molto prima del 2050 sia RUSSIA che Cina, ed anche India, Pakistan e [forse] anche la Corea saranno già pronti. Con i sommergibili poi?