Stephen Hawking: "Il futuro dell'umanità è su un altro pianeta"

"Credo che la sopravvivenza della specie umana dipenderà dalla sua capacità di vivere in altri luoghi dell’universo, perchè il rischio che un disastro distrugga la Terra è grande"

"Credo che la sopravvivenza della specie umana dipenderà dalla sua capacità di vivere in altri luoghi dell’universo, perchè il rischio che un disastro distrugga la Terra è grande. Quindi vorrei suscitare l’interesse pubblico per i voli spaziali". Lo afferma in un’intervista a il Pais, riportata da Repubblica, lo scienziato Stephen Howking, che che nonostante la malattia gira il mondo perchè sente "il dovere di informare la gente sulla scienza". Ha lanciato una campagna per cercare forme di vita intelligente nella nostra galassia, ma ritiene che "se gli extraterrestri venissero a trovarci, il risultato sarebbe molto simile a quello che accadde quando Colombo sbarcò in America: non fu una cosa buona per i nativi americani". Quindi spiega: "Per il mio cervello matematico pensare alla vita extraterrestre è qualcosa di razionale. La vera sfida è scoprire come potrebbero essere questi extraterrestri".

La sua previsione è che "i computer supereranno gli esseri umani grazie all’intelligenza artificiale nei prossimi cento anni. Quando ciò avverrà, dovremo essere certi che gli obiettivi dei computer coincidano con i nostri". Ai giovani scienziati consiglia di andare in America: "Lì apprezzano la scienza perchè è ammortizzata dalla tecnologia» e «a coloro che sono colpiti da una disabilità consiglio di concentrarsi sulle cose che la loro disabilità non gli impedisce di fare bene, e di non lamentarsi per quelle con cui interferisce", e aggiunge che la malattia "mi ha aiutato. Mi ha liberato dal dover fare lezioni o dalla partecipazione a noiosi comitati, e mi ha dato più tempo per dedicarmi alla ricerca".

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Dom, 27/09/2015 - 20:21

E' ovvio che il futuro dell'uomo è giocoforza su altro pianeta ma qui sorgono i problemi. Nel nostro sistema solare pianeti adatti non ce ne sono. Forse Marte se si riesce a farlo rivivere come atmosfera e piante e a convincere esseri umani ad andarcisi a stabilire. Tutavia il Sistema Solare ha l'incovenniente che se la nostra Stella defunge è la fine per tutti i pianeti. Si tratterebbe di andare su pianeti di altra Stella ma il viaggio spaziale sarebbe infinitamente lungo nel tempo. Gli anni luce non sono uno scherzo. La distanza di soli 100 anni luce vorrebbe dire oltre mille anni di viaggio, dalle 10 alle 15 generazioni di esseri umani. Come si dice tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e qui il "mare spaziale" è cosa fuori dalla portata di qualsiasi sogno umano. Era più realistico, nelle sue fantasie malate, il Dott. Stranamore che Hawking.

alox

Dom, 27/09/2015 - 20:43

Di che disastro parla? E se trovassimo un' altro pianeta sarebbe libero da disastri?

gianrico45

Dom, 27/09/2015 - 22:06

Per spostarsi nello spazio,bisognerebbe superare di molto la velocità della luce,cosa che non sarebbe possibile attraverso la fisica e la tecnologia,perché non sarebbe supportata dalle leggi dell'universo.L'unica cosa da fare, oltre sperare all'altra dimensione che ci concede la morte, é rivolgersi a chi l'universo lo ha creato.

scarface

Lun, 28/09/2015 - 15:00

La sopravvivenza della specie umana dipende dalla umana reale intelligenza, assolutamente insufficiente per garantire la perpetuazione della specie. Il pianeta ha oltrepassato il limite e siamo in troppi. Saremo 'normalizzati', prima che dai nostri irresponsabili comportamenti, dalla natura stessa.