Lo strappo di Israele: sì a una nuova colonia in Cisgiordania. Palestinesi furiosi

Per la prima volta dagli accordi di Oslo del 1993, il governo israeliano ha deciso di consentire la creazione di una nuova colonia in Cisgiordania. L'annuncio di Netanyahu scatena la rabbia dei palestinesi

Il governo israeliano ha deciso: via libera alla creazione di una nuova colonia in Cisgiordania. Non accadeva dagli accordi di Oslo del 1993. La mossa sicuramente contribuirà a infiammare i rapporti, già tesissimi, tra palestinesi e israeliani. L’annunciò è arrivato nella tarda serata di ieri: l'esecutivo ha detto sì all’unanimità, dopo una discussione a onor del vero molto lunga avvenuta in seno al Consiglio per gli affari della sicurezza, presieduto dal Benjamin Netanyahu. Ovviamente non si è fatta attende la reazione furiosa dei palestinesi: decisione presa "in plateale disprezzo per i diritti umani dei palestinesi", ha replicato Hanan Ashrawi, politica della minoranza cristiana anglicana. "Israele è più impegnato a blandire la popolazione dei suoi insediamenti illegali che attenersi alle richieste a favore della stabilità e di una pace giusta".

Ma dove sorgerà il nuovo insediamento? Vicino a quello che un tempo era l’avamposto di Amona, sgomberato all’inizio di febbraio per ordine della Corte Suprema israeliana: la zona è nota come la Valle di Shiloh, a nord di Ramallah. Come dicevamo è il primo nuovo insediamento approvato dal governo israeliano dopo quasi 24 anni. Di recente, infatti, la politica delle colonie era stata portata avanti allargando gli insediamenti gli esistenti. Ora però il governo israeliano di Tel Aviv vuole alzare il tiro, forte anche del nuovo forte sostegno americano, dopo l'insediamento di Trump. Anche se, a onor del vero, lo scorso 15 febbraio alla Casa Bianca il presidente Usa aveva chiesto a Netanyahu "moderazione" nelle sviluppo di nuove colonie.

Ma facciamo un passo indietro: perché Amona era stata sgomberata? La decisione della Corte suprema era arrivata, dopo un duro scontro giudiziaria, perché i coloni si erano insediati su terre private palestinesi. Il premier israeliano però sin da subito aveva promesso di trovare una soluzione per i coloni, ma il primo "tentativo" era fallito perché le nuove terre assegnate erano anch’esse di proprietà privata.

Netanyahu però ha voluto mantenere fede all'impegno preso: "Avevo promesso di creare una nuova comunità e abbiamo intenzione di rispettare questo impegno e crearlo oggi", ha detto giovedì sera il premier entrando nella riunione del Consiglio per gli affari della Sicurezza. Autorizzata la vendita di 2mila nuove abitazioni nelle colonie, nell'ambito di un pacchetto di 5.700 approvate due mesi fa in risposta a una condanna del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Israele ha anche dichiarato come "terre statali" circa 90 ettari attorno agli insediamenti di Adei Ad, Guivat Haroe ed Ali, per risolvere non meglio specificate "questioni legali".

La mossa di Israele arriva il giorno dopo il vertice della Lega araba, svoltosi in Giordania, in cui i leader si sono detti pronti a una "riconciliazione storica" con Israele a condizione del ritiro dello Stato ebraico entro i confini del 1967. La dichiarazione finale del summit sottolineava l'impegno a sostenere colloqui di pace israelo-palestinesi se sarà garantita la creazione di uno stato palestinese e a patto che cessino "misure unilaterali da parte di Israele, che compromettano la soluzione dei due stati". E dopo il piano Usa per spostare a Gerusalemme l'ambasciata in Israele, i leader arabi riuniti a Sweimeh, località giordana sul Mar Morto, hanno invitato le diplomazie a non trasferire le ambasciate da Tel Aviv.

Commenti

DemyM

Ven, 31/03/2017 - 12:17

Molte condanne dell'ONU e mai rispettate da Israele. Adesso vogliono imporre la loro forza militare in nome di che cosa, diritto a vivere a discapito degli altri. Anche Israele usa la "democrazia" basata sulla forza delle armi come i cugini americani. A quando una risoluzione imposta ad israele anche con la forza?

AMOX

Ven, 31/03/2017 - 13:29

AMOX1989. QUANDO AVREMO GLI ATTRIBBUTI PER DIRE A ISRAELE (IENE) DI SMETTERLA DI MOBBIZZARE I PALESTINESI (AGNELLI). GLI ISRAELIANI SONO STATI FATTI TORNARE IN TERRA "PALESTINESE" DOPO INNUMEREVOLI ANNI DI ASSENZA (E L' USOCAPIONE)?????

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elkid

Ven, 31/03/2017 - 13:31

----tutti i territori che gli israeliani hanno occupato ed occupano e che esulano dalla "Linea Verde" del 1967 ---sono fuorilegge---questo rende israele non un paese vittima di terrorismo ma un paese occupante e stato canaglia---hasta

diod

Ven, 31/03/2017 - 13:47

Non ho mai capito a che serve uno stato a quei quattro gatti di arabi palestinesi, visto il buon esito che hanno avuto i vari stati arabi creati dopo la fine dell'impero ottomano.

agosvac

Ven, 31/03/2017 - 13:52

Se si guardano i territori quasi desertici dei palestinesi ed i territori ben coltivati e floridi degli israeliani, viene da chiedersi: ma questo non va anche a favore dei palestinesi non fosse altro come esempio di come si può coltivare al meglio la terra, sia pure desertica, che si ha a disposizione??? Tutta la Palestina prima che vi si "ristabilissero" gli ebrei era un territorio del tutto desertico. "colpa" degli ebrei è stata farlo diventare florido e produttivo!!! Del resto gli arabi non sono famosi per voglia di lavorare, basta vedere i migranti fasulli!!!!!!

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elkid

Ven, 31/03/2017 - 16:19

---agosvac---io ho un giardino ma non il pollice verde--morale della favola ho fatto seccare tutto ed ora il mio giardino sembra un deserto----ciò non toglie caro agosvac che è e rimane il MIO giardino--do you know?

ohibò44

Ven, 31/03/2017 - 18:37

Il mondo è antisemita, su questo, purtroppo, non si discute, ma che gli israeliani rinuncino a dare lezioni al mondo ed ai palestinesi è altrettanto inequivocabile, purtroppo

carlottacharlie

Ven, 31/03/2017 - 23:21

Sto con Israele, e' ora di finirla con le bugie palestinesi, essi odiano come cani rabbiosi sia Israele che l'America. Andate a quel paese dementi muslim che con la vostra tigna avete reso europa tutta una latrina a vostro uso e consumo.

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Nahum

Sab, 01/04/2017 - 05:36

Atto illegale che Israele fa perché Trump e' al potere e gli ha dato via libera. Chiamate la signora Nirenstein che ci dirà che è tutto un complotto anti-ebraico e che i palestinesi sono tanto, ma tanto, cattivi ....

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Never_a-Dhimmi

Sab, 01/04/2017 - 11:23

MA...il problema della mancanza di pace in Medio Oriente, non sarebbero state le TANTO SBANDIERATE "costruzioni d'insediamenti da parte d'Israele"?... ORA SI "SCOPRE" CHE DA VENT'ANNI NON NE COSTRUIVANO...

Pietro2009

Sab, 01/04/2017 - 15:47

Nel 1948 nacque lo Stato d'Israele. Ma nel 1948 ebbe luogo anche la Nakba ('catastrofe'), ovvero la cacciata di circa 250.000 palestinesi dalla loro terra. La vulgata israeliana ha sempre narrato che in quell'anno, allo scadere del Mandato britannico in Palestina, le Nazioni Unite avevano proposto di dividere la regione in due Stati: il movimento sionista era d'accordo, ma il mondo arabo si oppose; per questo, entro in guerra con Israele e convince i palestinesi ad abbandonare i territori - nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere - pur di facilitare l'ingresso delle truppe arabe. La tragedia dei rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe direttamente imputabile a Israele. Ilan Pappe, ricercatore appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1988)...SEGUE

Pietro2009

Sab, 01/04/2017 - 15:48

SEGUITO... esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel '48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: gia negli anni Trenta, la leadership del futuro Stato d'Israele (in particolare sotto la direzione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina. Cio comporta, secondo l'autore, enormi implicazioni di natura morale e politica, perche definire pulizia etnica quello che Israele fece nel '48 significa accusare lo Stato d'Israele di un crimine. E nel linguaggio giuridico internazionale, la pulizia etnica e un crimine contro l'umanita. Per questo, secondo Pappe, il processo di pace si potra avviare solo dopo che gli israeliani e l'opinione pubblica mondiale avranno ammesso questo peccato originale .

Pietro2009

Sab, 01/04/2017 - 16:11

PRECISO CHE QUANTO RIPORTATO è LEGGIBILE NEI DETTAGLI (AGGHIACCIANTI) NEL LIBRO - LA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA - Ilan Pappé - Ilan Pappé è uno dei maggiori storici del Medio Oriente. Nato ad Haifa nel 1954 da genitori ebrei sfuggiti alla persecuzione nazista, si è laureato alla Hebrew University e ha conseguito il dottorato a Oxford. Nel 2005 ha sostenuto il boicottaggio (incluso quello accademico) di Israele e per questo, dopo aver insegnato per anni a Haifa, si è dovuto trasferire in Gran Bretagna, all’Università di Exeter. Fra le sue opere tradotte in italiano, Storia della Palestina moderna. Una terra, due popoli (Einaudi, 2005), La pulizia etnica della Palestina (Fazi, 2008). Buonasera a tutti.