Lo stupro in camerata e il silenzio dei superiori: le storie dei soldati Usa

Jack, violentato sulla scrivania, Paul sotto la doccia e Billy Joe nella sua stanza. Sono alcune delle testimonianze di militari violentati dai superiori o dai compagni

Jack aveva 18 anni, quando venne violentato da un sergente sul tavolo della scrivania. Paul di anni ne aveva 30 e faceva parte della Guardia nazionale, quando una recluta lo stuprò sotto la doccia. Bill, invece, subì violenza a 17 anni, dopo una festa con altri soldati.

Sono solamente alcune delle testimonianze di violenza sessuale tra militari, raccolte dal New York Times, per portare alla luce questo terribile fenomeno, ancora poco compreso negli ambienti militari. Negli ultimi anni, i vertici hanno cercato di intervenire sugli abusi ai danni di vittime femminili, ma il fenome più diffuso è quello che coinvolge i soldati maschi. Come riporta Agi, secondo il Pentagono, in media ogni anno 10mila soldati subiscono violenza e le vittime sono per lo più giovani e di basso grado. Nonostante le donne abbiano più probabilità di subire violenza, la maggior parte delle vittime sono uomini.

Tra loro c'è Billy Joe, 56 anni, che negli anni '80, quando di anni ne aveva solo 17, venne violentato più volte da un ufficiale medico, suo compagno di stanza. L'uomo era solito sedare il ragazzo e colpirlo con sbarre di ferro, per poi violentarlo. Ma, "non potevo raccontarlo a nessuno, perché se dicevi che eri stato violentato, quello che doveva vergognarsi eri tu. Nell'esercito non volevano che queste storie venissero fuori". Dopo 40 anni, le cicatrici sul corpo di Billy Joe sono ancora visibili e quelle interiori lo tormentano ogni notte. L'ufficiale che lo violentò era Jeffery Dahmer, uno dei serial killer più temuti d'America: l'uomo stuprò e uccise 17 ragazzi.

Heath, 48 anni, era invece in Marina, quando nell'88 venne stuprato. Aveva 17 anni, anche lui ed era al suo primo imbarco. Una sera, un gruppo di marinai lo invitò a bere con loro. Si risvegliò sul pavimento di una stanza d'albergo, circondato dai soldati, che cercavano di sfilargli i pantaloni. Heath riuscì a liberarsi e si chiuse in bagno ma, quando lo raccontò al superiore, lui gli chiese se si fosse ubriacato."In questo caso andrai sotto processo", gli disse. Così, il ragazzo non potè fare niente: tornò nella sua camerata e nei mesi successivi venne violentato diverse volte. Poi disertò. Ora, da dieci anni, Heath racconta la sua storia, perché nessuno subisca più abusi del genere: "Continuo ad amare la Marina e posso dire che sto servendo ancora alla causa, raccontando la mia storia".