Tasse, accordi segreti tra Lussemburgo e aziende. Juncker nella bufera

Il presidente della Commissione Ue, ex primo ministro del Granducato, avrebbe favorito molti aziende facendo pagare loro tasse minime

Nel sesto giorno della sua presidenza, è già scoppiata la prima bufera su Jean-Claude Juncker. Il neo-presidente della Commissione Europa è finito nel mirino di mass media e politici a causa delle agevolazioni fiscali di cui godono, in Lussemburgo, centinaia di società estere. La rivelazione è stata pubblicata oggi da un pool di testate internazionali dopo sei mesi di indagini su decine di migliaia di documenti riservati e riguarda un accordo "segreto" fra almeno 300 società (da Ikea ad Amazon, da Deutsche Bank a Procter & Gamble, da Pepsi a Gazprome) e il governo del Granducato, che concedeva loro un trattamento fiscale di favore permettendo di non pagare le tasse nei paesi di origine.

Juncker è stato primo ministro del piccolo paese per 19 anni, e oggi è stato messo sotto accusa da diversi esponenti politici di vari paesi, che in qualche caso ne hanno chiesto le dimissioni, mentre il suo portavoce alla Commissione, Margaritis Schinas, ha sottolineato che come presidente agevolerà il lavoro della commissaria Margrethe Vestager, responsabile della concorrenza e quindi di questo dossier che prevede un’indagine per presunti aiuti di stato.

Il ministro delle Finanze lussemburghese, Pierre Gramegna, ha ricordato a Bruxelles, dove è in corso una riunione dell’Eurogruppo, che le regole esistenti in Lussemburgo rendono le attività rivelate oggi "perfettamente legali" ma ha ammesso che tali pratiche non sono più considerate "eticamente compatibili". La "credibilità di Juncker è in gioco", ha tuonato il capogruppo S&D, Gianni Pittella. Marine Le Pen ne ha chiesto le dimissioni, il M5S ha parlato di "scandalo".

Commenti

AVO

Ven, 07/11/2014 - 04:14

Che schifo e poi parlano dell'italia.

vince50_19

Ven, 07/11/2014 - 08:07

Davvero le cose stanno in questi termini? Questo "signore", allineato sulla politica del rigore (con il culo degli altri) tanto caro alla nota signora amburghese, fa il furbo con i suoi amici-connazionali? E bravo Jean-Claude: ti hanno offerto cosa in cambio, se le cose stessero in questi termini: cognac a vita?

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Ven, 07/11/2014 - 08:26

Gli angeli sterminatori hanno fatto pervenire a Juncker un avviso di NON garanzia.

gigi0000

Ven, 07/11/2014 - 08:30

Se il fisco lussemburghese violasse qualche norma della comunità, come mai sarebbero stati assolti Dolce e Gabbana? E come mai 31 aziende italiane, banche ed enti pubblici avrebbero sedi in tale Paese?

cicero08

Ven, 07/11/2014 - 08:35

Che venga destinato con effetto immediato a presiedere una delle tante aziende che si occupa di spazzatura. ?.

piertrim

Ven, 07/11/2014 - 10:16

Molti Stati d'Europa prosperano sui propri paradisi fiscali. Solo i fessi degli italiani (fiscalmente più ingordi) si fanno scappare i capitali che vanno all'estero invece di attrarre quelli altrui.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Ven, 07/11/2014 - 12:32

Credo che una fiscalità ridotta per le aziende che vogliano portare la loro sede commerciale in Italia attirerebbe grandi Marche (e grandi soldoni). Ci pensate ad una percentuale sugli utili di una Coca Cola, per dirne una, sotto forma di tassa minima? Di sicuro sto sbagliando -e chiedo lumi a chi sa- ma sono nella convinzione che ogni Stato possa applicare le aliquote fiscali che crede, tant'è che in Italia risultano ben più alte che altrove. Sekhmet

marcogd

Ven, 07/11/2014 - 13:41

Eh,se la Gran Bretagna era così ferocemente contraria - loro che di paradisi fiscali hanno un po' di esperienza, sparsi qua e la per i territori ex colonie - un motivo ci doveva essere...

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 07/11/2014 - 19:09

MENO TASSE BRAVO JUNCKER SEI UN GRANDE.