Thailandia, in seimila nella lista nera della giunta militare

I nomi presenti nella blacklist non sono ancora stati resi pubblici. Ma secondo molti analisti questa lista è l’ennesimo tentativo dei militari di rafforzare il proprio potere e far slittare le elezioni democratiche

La giunta militare al potere ha stilato una lista nera di seimila persone “influenti” accusate di varie attività illegali. I nomi presenti nella blacklist, che sono stati indicati dall’intelligence thailandese su richiesta del generale Prayuth Chan-Ocha, capo del governo dopo l’ennesimo colpo di stato avvenuto nel maggio del 2014, non sono ancora stati resi pubblici.

“Queste persone sono sospettate di avere connessioni con associazioni a delinquere e le fermeremo entro i prossimi due mesi”, ha spiegato alla stampa locale il generale Prawit Wongsuwon, aggiungendo che le persone indagate “sono alti funzionari, ufficiali del governo e della sicurezza”.

Secondo molti analisti, però, questa lista è l’ennesimo tentativo dei militari di rafforzare il proprio potere. Un potere già forte - quasi assoluto – che, dal colpo di stato ad oggi, ha fatto arrestare oltre seicento persone tra dissidenti e giornalisti.

L’aumento del controllo da parte dei militari potrebbe anche far slittare le tempistiche per le elezioni democratiche. Programmate inizialmente nella seconda metà del 2016, sono già state spostate alla fine 2017, dopo che la bozza della nuova costituzione - la ventesima da quando il Paese ha abbandonato la monarchia assoluta nel 1932 – è stata bocciata nel settembre del 2015 dal “Consiglio Nazionale delle Riforme”, un organismo creato dalle stesse forze militari al governo.

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