Una tregua tra Hamas e Israele? ​"Abbiamo interessi in comune"

A parlare è un ufficiale delle forze armate israeliane. "Nessuna alternativa ad Hamas a Gaza. Non vogliono jihad globale"

Una visione fondamentalmente pragmatica è quella che potrebbe portare a un accordo tra Israele e Hamas per una tregua duratura, di cui i giornali arabi parlano da qualche tempo, lasciando intendere che colloqui più o meno nascosti con il partito islamista di Gaza vadano avanti da mesi a intermittenza.

Alle indiscrezioni su una eventuale stretta di mano, si aggiungono oggi le parole di un generalmaggiore dell'esercito israeliano, Sami Turgeman, numero uno del comando meridionale, che ha detto - scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth - che è necessario che Hamas rimanga al potere nella Striscia per evitare il caos.

Parlando a un gruppo di israeliani del kibbutz Nahal Oz, Turgeman ha sottolineato che Hamas è alla ricerca della stabilità e "non vuole un jihad globale", ma anche che l'unica alternativa agli islamisti al potere sarebbe l'esercito israeliano e che comunque ciò comporterebbe "una situazione molto più problematica dal punto di vista della sicurezza". Ma anche che l'Autorità palestinese di Abbas non è un'alternativa valida.

Turgeman, che secondo la stampa israeliana ha fatto in modo di dire ciò che pensa prima di lasciare il suo posto, tra due mesi, è piuttosto chiaro. Con Hamas continuamente impegnata a riarmarsi dopo ogni conflitto, "si devono creare periodi di calma per quanto possibile, con la consapevolezza che ogni tanto ci sarà uno scontro".

Nelle parole dell'ufficiale non si deve leggere un apprezzamento a priori di Hamas ovviamente, ma piuttosto il riconoscimento del fatto che è l'unica organizzazione al momento in grado di controllare e tenere a freno le altre forze nella Striscia.