Tsukiji, il mercato (mondiale) del pesce a Tokyo

Sushi, tempura, Il "rito" dell'asta dei tonni, i molluschi giganti: il fascino senza tempo del mercato del pesce di Tokyo

Il pesce rappresenta una parte fondamentale e caratteristica della cultura alimentare e gastronomica di Tokyo e del Giappone. Sushi, sashimi, tempura, zuppe e spiedini: dal mare arrivano quelle materie prime che, debitamente lavorate dalle mani sapienti degli chef, hanno fatto impazzire il mondo, portando la cucina nipponica a diventare un fenomeno di carattere globale.

È (anche) per questo motivo che da qualche anno il mercato del pesce di Tokyo è diventato una vera e propria meta turistica, un punto evidenziatissimo nella mappa di ogni viaggiatore che sbarca in Giappone. Tsukiji, così, s’è trasformato in un vero e proprio must, da visitare a tutti i costi.

Ci si arriva pescando dalla matassa della metropolitana la fermata che si trova sulla linea Hibiya. Il mercato ittico non è troppo distante dalla stazioncina sotterranea. Le indicazioni sono chiare e, a sforzar la vista dopo aver percorso qualche passo, è impossibile ciccare le insegne dei negozi di pesce che s’affacciano sull’Harumi Dori.

L’area del mercato è ampia ma ordinata al punto che il rischio di perdersi è praticamente nullo. Sono almeno tre le “zone” del mercato del pesce di Tsukiji. C’è il mercato scoperto, dove decine e decine di banchi offrono praticamente di tutto agli avventori: dal sushi di tonno (maguro) e anguilla arrostita, appena tranciati e cotte, fino agli spiedini di frutta (ribes, fragole e ananas) passando per la tempura di pesce appena fatta e persino c’è chi propone assaggi di carne. Tutto, ovviamente, annaffiato da birra fresca e té verde.

C’è quindi l’area del mercato coperto. Su tre piani, i pescivendoli offrono quello che è un autentico spettacolo: tranci di ogni genere di pesci si alternano a robuste vasche cariche di ogni tipo di molluschi. Alcuni sono addirittura giganti, come delle cozze e fasulari grandi quanto la mano di un uomo. E' una zona destinata alla vendita al dettaglio del pesce, debitamente impacchettato nelle asettiche ed eleganti confezioni di plastica. Ma anche qui ci sono dei punti di ristoro e la possibilità, sul tetto, di sedere ai tavoli allestiti proprio per i visitatori.

Il cuore di Tsukiji, però, è il Jonai Shijo, il grande capannone dove la merce viene venduta all’ingrosso. Attraversato da decine di furgoncini elettrici, piccoli elevatori che trasportano casse cariche di pesce e perennemente sciacquato da moltissimi idranti. Qui, ogni mattina, viene celebrato quello che nel tempo è diventato un autentico rito: l’asta dei tonni. La grande affluenza di turisti ha indotto i responsabili del mercato a regolamentarne l’accesso, ne possono entrare non più di sessanta alla volta. Chi vuole assistere deve farsi un’alzataccia (l’asta non comincia più tardi delle sei del mattino) e sperare di riuscire ad aggiudicarsi qualcuno dei posti riservati. Per “occuparli” molti gruppi si mettono in fila già dalle quattro del mattino. I prezzi che vengono battuti qui, data l’importanza del mercato giapponese nel mondo e di quello di Tsukiji all’interno del panorama nipponico, influenzano i costi delle maggiori piazze globali.

Quella di Tsukiji (il cui nome significa “terre bonificate”) è un’area che presenta anche altri (e importanti) luoghi di interesse, anche spirituali. Come il tempio shintoista che sorge a poche decine di metri dall’ingresso principale del grande mercato del pesce. Racconta la storia del quartiere, della “lotta” dell’uomo contro gli elementi della natura e del benevolo aiuto degli dèi grazie a cui i giapponesi sono riusciti a sottrarre al mare un preziosissimo lembo di terra. Che adesso, però, è al centro di un progetto che vorrebbe spostare il mercato – operativo lì dal 1935 – in un’altra area della capitale Tokyo.