Tutti a comprare casa in Grecia ma il mercato resta congelato

Gli investitori di tutto il mondo a caccia dell'affare ellenico, ma l'incertezza economica e la crisi bancaria ostacolano la speculazione immobiliare che resta in attesa del "colpaccio"

La Grecia è una facile preda. E le leggi del mercato parlano chiaro: il più forte, anzi, il più ricco, "mangia" il più debole e povero. La penisola ellenica del dopo referendum e del sì (sofferto) alla riforme, rimane un bocconcino prelibato per gli investitori di tutto il mondo che, come tanti avvoltoi, aspettano il momento giusto per colpire. Momento che potrebbe arrivare a breve.

Il mercato immobiliare ellenico è in fibrillazione. Milioni di persone, anche solo spinte dalla curiosità, in questi giorni hanno consultato i siti immobiliari greci in cerca di case a prezzi stracciati. E di immobili ce ne sono per tutte le tasche. Nei tre giorni seguenti alla proclamazione della consultazione popolare il traffico dall’estero è cresciuto del 130%. In pole position, la Russia, con un aumento del 244% nelle ricerche di immobili "in saldo", l’Italia segue a ruota con un discreto +194%, poi la Francia +156% e la Turchia +105%. Seguono poi quei Paesi tradizionalmente territorio di emigrazione greca, come gli Stati Uniti, l’Australia e il Canada. Nessuno stacca gli occhi dal mattone greco. In molti hanno fretta di comprare. Ma la situazione sembra ancora troppo instabile per mettere mano al portafogli. E mentre il web viene "allagato" da continui e nuovi annunci di vendita, vince la strategia dell'attesa. Nel caos greco, infatti, chi possedeva un immobile di prestigio, oggi si ritrova con la cifra che magari aveva versato come caparra, mentre chi vuole comprare lancia il sasso ma nasconde la mano.

"Nonostante l’interesse europeo ed internazionale per il mercato immobiliare greco sia cresciuto enormemente negli ultimi giorni, le compravendite di case sono a zero- spiega Dario Castiglia, presidente e ad del gruppo immobiliare Remax Italia.- In Grecia, da quello che ci riferiscono i nostri agenti sul territorio, la situazione è di completo stallo". Eppure, i prezzi per una casa al centro di Atene, farebbero gola anche a chi ha solo un piccolo gruzzolo da investire: per un appartamento di 90 metri quadri in centro città bastano anche 55mila euro e per 72 metri quadri vicino all’Acropoli non si superano i 45mila euro.

I greci, del resto, hanno bisogno di vendere per fare cassa. E gli investitori sono in cerca dell’affare, del colpaccio. Eppure, nulla. Tutto resta fermo. "I problemi sono anche di natura tecnica, legati alla crisi bancaria che ha inibito la liquidità e la gestione dei conti correnti da parte dei greci"- sottolinea Castiglia. "La strategia è attendere, sperando che un ulteriore tracollo economico della Grecia si trasformi in un’opportunità ancora più ghiotta per gli investitori esteri ed italiani". Ma i "problemi tecnici" esistono già da tempo, anche perché i greci già da alcuni anni mettono in vendita le loro case per via del calo dei redditi, dell'aumento della disoccupazione e delle tasse molto più pesanti, inasprite proprio sugli immobili. Per le case tra 200.000 e 5 milioni di euro si paga un'aliquota progressiva da 0,2 a 1%, oltre 5 milioni del 2%, oltre a imposte locali da 0,025 a 0,035% del valore della casa e tasse sulle locazioni.

E il crollo del mercato immobiliare sembra riguardare solo la terra ferma. Nei "luoghi sacre" delle vacanze estive, infatti, tutto sembra essersi fermato. Come se Santorini, Mykonos, Ios, fossero in una bolla che le rende, più o meno, immuni alla svalutazione del mercato immobiliare. Ma per le isole più piccole che di turismo di massa ne vedono davvero poco, la situazione è diversa. Tradizionalmente le isole greche non venivano messe in vendita e la proprietà restava nelle mani della stessa famiglia per generazioni. Regola che negli ultimi di crisi economica, è venuta meno.

Comprare un’isola greca comporta però un’altra serie di difficoltà. Anzitutto la burocrazia: è necessario superare 32 diverse pratiche burocratiche, e sottoporsi a un controllo con cui il governo greco si accerta che il compratore non sia un pericolo per la "sicurezza nazionale". C’è poi la questione della privacy: in Grecia tutte le spiagge sono pubbliche, comprese quelle delle isole private. Quindi, occhi, potreste ritravarvi a fare il bagno nella vostra isola in compagnia di perfetti sconosciuti.

Commenti

idleproc

Gio, 16/07/2015 - 12:14

Il rischio esiste. L'esproprio. Questo lo può fare la destra vera o la sinistra vera. Anche in Italia. E' il gioco pericoloso nel quale le bande che si sono create le condizioni per vincere sempre si sono impegnate. E' un gioco ma quando si perde, si perde male.

Ritratto di illuso

illuso

Gio, 16/07/2015 - 13:52

Rimpasto al comune di Roma? Consiglio renzuccio seg. del PD di chiedere al borgomastro di Costanza (Germania) la disponibilità di amministrare, naturalmente con il suo staff, la capitale del quarto mondo italiota. Scommetto la mia decurtata pensioncina che dopo un anno le cose cambierebbero in meglio. Romani provate per credere.

Ritratto di drazen

drazen

Gio, 16/07/2015 - 14:20

Lo sostengo da tempo: a fronte dei nostri crediti per 40/60 miliardi la Grecia dovrebbe cederci un'isola, meglio se una ex Serenissima.

franco-a-trier-D

Ven, 17/07/2015 - 12:50

drazen si bisognerebbe darla alla germania che vanta dei crediti con la grecia.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Ven, 17/07/2015 - 13:31

drazen: ma cosa dici? Guarda che di euri italiani i greci non ne hanno visto nemmeno uno. in pratica il furbacchini italiani si sono fatti cedere il credito che vantavano le banche tedesche, francesi e un po italiane. Ovviamente per salvare le banche e farlo pagare ai contribuebti. In tutto ciò i greci cosa c'entrano?