Ucraina, il Papa si schiera con il patriarcato ortodosso

Papa Francesco contro la proliferazione di altri patriarcati in Ucraina. Prendendo questa posizione, il pontefice si schiera in qualche modo con Vladimir Putin e con il patriarca di Mosca Kirill. Fermo "no", seppur indiretto, anche all'uniatismo e alla costituzione di una Chiesa unitaria in Ucraina

Papa Francesco si è schierato dalla parte del patriarcato ortodosso e contro la proliferazione di una nuova Chiesa in Ucraina. La notizia assume anche un valore geopolitico.

Nell'ex paese sovietico si assiste da tempo al dibattito sulla nascita di un patriarcato della Chiesa greco - cattolica. La presa di posizione del pontefice argentino si riferisce quindi a un'intezione promossa dalla confessione cattolica e non da quella ortodossa.

La contrarietà di Bergoglio diviene evidente attraverso la lettura di quanto dichiarato durante un'udienza alla delegazione del patriarcato di Mosca, incontro che si è svolto lo scorso 30 maggio. Il discorso, che è stato diramato dalla sala stampa della Santa Sede, ha trovato un interprete in Sandro Magister, che ne ha spiegato il contenuto sul suo blog de L'Espresso.

Papa Francesco, nell'udienza di cui si parla, ha dichiarato:"Davanti a voi io vorrei ribadire – in modo speciale davanti a te, caro fratello, e davanti a tutti voi – che la Chiesa cattolica mai permetterà che dai suoi nasca un atteggiamento di divisione. Noi mai ci permetteremo di fare questo, non lo voglio. A Mosca – in Russia – c’è un solo patriarcato: il vostro. Noi non ne avremo un altro. E quando qualche fedele cattolico, sia laico, sacerdote o vescovo, prende la bandiera dell’uniatismo, che non funziona più, che è finita, per me è anche un dolore. Si devono rispettare le Chiese che sono unite a Roma, ma l’uniatismo come cammino di unità oggi non va". E ancora:"La Chiesa cattolica, le Chiese cattoliche non devono immischiarsi nelle cose interne della Chiesa ortodossa russa, neppure nelle cose politiche. Questo è il mio atteggiamento, e l’atteggiamento della Santa Sede oggi. E coloro che si immischiano non obbediscono alla Santa Sede".

Non deve esistere, quindi, un atteggiamento teso alla divisione dei patriarcati. Il Santo Padre non vuole che in Ucraina sorga un patriarcato greco - cattolico, nuovo e alternativo a quello di Mosca presieduto da Kirill. I quattro milioni di fedeli della confessione in questione dovranno, con ogni probabilità, rinunciare all'istituzione di una nuova organizzazione ecclesiastica. Stando a quanto scrive Magister, la creazione di un patriarcato greco - cattolico ucraino è supportata da Walter Kasper, cardinale tedesco ultraprogressista e, dicono i ben informati, posto a capo di una "commissione segreta" costituita con il compito di arrivare alla cosiddetta "messa ecumenica", cioè a un rito valido tanto per i cattolici quanto per i protestanti.

Da una parte, quindi, ci sono il dialogo ecumenico con i luterani e una certa tendenza alla sperimentazione, dall'altra l'esigenza di non alimentare la scomposizione delle Chiese in una zona a maggioranza ortodossa. Poi c'è un'altra vicenda: le Chiese ortodosse presenti in Ucraina risultano essere tre.

Nei piani del patriarca Bartolomeo sembrerebbe esserci la riunificazione delle tre anime sotto un'unica Chiesa. Magari tramite l'istituzione di un vero e proprio patriarcato. Idea che, tuttavia, non trova i favori di Vladimir Putin e del patriarca Kirill. I greco - cattolici ucraini sarebbero favorevoli alla soluzione paventata da Bartolomeo, mentre il Papa, nella circostanza citata, ha detto no all'"uniatismo", cioè alla proliferazione di forme di ortodossia non ufficialmente riconosciute dalla Chiesa ortodossa.