Gli Usa: "Medieremo tra Qatar e Arabia saudita"

Il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, ha chiesto ad Arabia Saudita e Qatar di risolvere le loro tensioni e si è offerto di mediare nella crisi, scatenata dalla decisione di Riad, Abu Dhabi, Cairo e Manama di rompere le relazioni diplomatiche con Doha

Gli Stati Uniti intervengono per cercare di mettere pace tra i Paesi del Golfo, dopo la rottura delle relazioni diplomatiche annunciate da Arabia Saudita, Emirati, Bahrein ed Egitto. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, chiede ad Arabia Saudita e Qatar di risolvere le loro tensioni e mantenere l’unità. E si offre di mediare nella crisi, esplosa con la clamorosa rottura delle relazioni diplomatiche con Doha. Il Qatar è accusato di sostenere il terrorismo e minacciare la sicurezza.

"Se c’è un qualche ruolo che possiamo svolgere per aiutare ad affrontare questa situazione - ha detto Tillerson - crediamo che sia importante che il CCCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo), rimanga unito". E ancora: "Esortiamo le parti a rimanere unite e ad affrontare le divergenze". Tillerson ha parlato con la stampa a Sydney, dopo l’incontro con i ministri degli Esteri e della Difesa di Usa e Australia.

Il capo della diplomazia americana ha attribuito la crisi a "una lista crescente di (conflitti) irritanti che da tempo sono lì". Ma ha assicurato che non avrà un impatto significativo nell’unità della lotta contro il terrorismo nella regione e a livello globale, sottolineando che tutti i Paesi interessati hanno espresso la loro opposizione all’Isis.

In realtà la risoluzione della crisi non è per nulla semplice. La coalizione militare araba a guida saudita, che combatte in Yemen a fianco del presidente Abdo Rabbo Mansur Hadi, ha espulso il Qatar dall'alleanza. A farlo sapere è stata una nota diffusa dall'agenzia di stampa saudita Spa. L'annuncio è arrivato poche ore dopo che i ministri degli Esteri egiziani e saudita si sono incontrati al Cairo.

Riad fa sapere di aver deciso lo strappo per le "violazioni gravi delle autorità di Doha, in privato e in pubblico, negli ultimi anni, al fine di rompere l'unità interna saudita, incitare all'abbandono dello Stato, mettere in pericolo la sua sovranità, e l'adozione di organizzazioni terroriste", "tra cui Fratelli musulmani, Stato islamico e al-Qaeda". Inoltre i sauditi accusano il Qatar di promuovere la retorica e i piani dei gruppi estremisti attraverso i mezzi di comunicazione. Accusa che circola da anni anche in Occidente.

Ai qatarioti non viene inoltre perdonato il sostegno all'Iran nell'appoggio ai "gruppi terroristi" nella provincia a maggioranza sciita di Qatif, così come in Bahrain, e dei ribelli houthi in Yemen. Anche l'Egitto accusa Doha di "appoggiare le operazioni terroriste nel Sinai e di intervenire nelle questioni interne egiziane e dei Paesi della regione, in modo che minaccia la sicurezza nazionale araba e favorisce le divergenze all'interno delle società arabe".

Un pericoloso tutti contro tutti che non lascia presagire nulla di buono. A meno che i mediatori (gli Stati Uniti ma non solo) non riescano a spegnere il fuoco prima che sia troppo tardi.