Venezuela, Corte suprema revoca decisione su Maduro: poteri tornano al parlamento

La Corte Suprema venezuelana rinuncia ad avocare a sé i poteri del parlamento, bastione dell'opposizione contro Maduro. La scelta arriva dopo le fortissime proteste scatenate dalla decisione del 30 marzo

Passo indietro di Maduro. La Corte suprema del Venezuela, infatti, sollecitata dallo stesso presidente, rivedrà la propria decisione di esautorare il parlamento e di privare i deputati dell’immunità. È il risultato di un accordo tra le principali istituzioni del Paese dopo il diluvio di proteste interne e internazionali. Come noto il parlamento di Caracas è controllato dalle forze dell'opposizione. La decisione della Corte arriva a poche ore dalle annunciate massicce manifestazioni di protesta. Il Tribunale supremo del Venezuela ha annunciato che rinuncia ad assumere le funzioni del parlamento, ed ha informato che "sopprime" alcune parti della sentenza lasciando senza effetto la sua precedente decisione sull'assunzione delle competenze parlamentari.

I vescovi venezuelani intanto hanno espresso la loro preoccupazione chiedendo, a gran voce, dei "gesti coraggiosi" per scongiurare il rischio dittatura. In particolare, in una nota di cui riferisce Radio vaticana, gli alti prelati bollano come "moralmente inaccettabile" la soppressione (poi rientrata) dell'Assemblea nazionale: "Una nazione senza parlamento - scrivono - è come un corpo senz'anima. Si apre la porta alla dittatura, all'arbitrio, alla corruzione, alla persecuzione. E a pagare saranno sempre i più deboli. Nel Paese è in atto una lotta per il potere mentre scarseggiano cibo e medicine e aumentano odio e violenza". L'appello dei vescovi: "Non si può rimanere passivi, dobbiamo difendere i nostri diritti e quelli degli altri anche ricorrendo alla disobbedienza civile e alle manifestazioni pacifiche. Occorrono gesti coraggiosi per costruire una convivenza libera, giusta e fraterna".

Maduto tenta ora di mostrare il volto dello statista, sostenitore del dialogo con i propri avversari:"Io non sapevo nulla né delle sentenza della Corte suprema né delle dichiarazioni della procura", si è giustificato, assicurando che "in Venezuela sono pienamente in vigore la Costituzione, i diritti civili e politici e i diritti umani". Ma il presidente non ha però perso l’occasione di attaccare i governi che hanno protestato contro Caracas. "Gli Usa - ha aggiunto - restano a guardare a distanza e invia una coalizione di destra a fare il lavoro sporco". Al di là delle proteste politiche e delle accuse durissime tra le parti, il Paese resta in piena recessione, con l’inflazione al 700% e il calo del prezzo del petrolio che penalizza moltissimo l’export.

Commenti
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veronika

Dom, 02/04/2017 - 00:00

w l'itagliano. ma chi invia una coalizione di destra? Trump? allora non resta a guardare...?!? boh!!!

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navigatore

Dom, 02/04/2017 - 12:00

dove arriva la sinistra (parola che indica fatti negativi) è normale che tutto vada male ,i comunisti vanno al potere con i poveri creando altri poveri