Zika e gravidanza: tutte le contraddizioni della sinistra latinoamericana

"Non fate figli sino al 2018" dicono gli ex guerriglieri del Farabundo Marti al governo in El Salvador, ma se poi fai un aborto spontaneo stai 12 anni in carcere. E nel Nicaragua sandinista addirittura 20

Le emergenze sanitarie legate ad epidemie come lo zika non causano solo morti e danni permanenti ma, soprattutto nel continente latinoamericano, fanno emergere contraddizioni ed ipocrisie troppo spesso dimenticate. Come l’aborto, ad esempio, su cui si è tornato a discutere proprio a causa dello zika virus che, solo in Brasile, ha già fatto nascere oltre 4mila bambini microcefali negli ultimi due mesi (nel 2014 furono 200 in tutto l’anno).

“Non fate figli per un paio d’anni”. Così il governo di El Salvador ha invitato le sue donne in età fertile a posporre sino al 2018 le gravidanze, per evitare la microcefalia ai potenziali, prossimi nascituri.

Peccato che in El Salvador – dove per la cronaca da anni governano gli ex guerriglieri del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale – ci sia una legge che impedisce l’aborto in ogni caso e siano decine le donne (tutte di basso reddito) condannate a 12 anni di carcere anche quando scoperte essersi "macchiate" di aborti spontanei, come racconta qui The Guardian.

Uno si aspetterebbe che i governi della regione che stanno più "a sinistra" siano quelli più aperti sulla materia. Macché, è vero il contrario.

Peggio di El Salvador c’è infatti il Nicaragua sandinista del “clan” Ortega, dove le donne in galera ci rimangono anche sino a 20 anni perché l’interruzione della gravidanza è proibita in ogni caso, senza se e senza ma, anche se la madre ci lascia la pelle, anche se è una bambina di 10 anni che è stata violentata, chissenefrega.

Quasi la stessa solfa in Brasile, Bolivia, Venezuela ed Ecuador - tutti paesi governati dalla sinistra per la cronaca. Ma anche nel Paraguay presieduto da Horacio Cartes, che non è di sinistra ma in compenso è un ex galeotto nonché vecchia conoscenza della Dea (ha avuto la “sfortuna” che per ben due volte altrettanti bimotori stracarichi di coca atterrassero sui terreni della sua casa di campagna "a sua insaputa").

In tutti questi paesi la donna, anche se bambina come accaduto nel recente passato più volte, ed i medici/infermieri coinvolti rischiano di finire dentro perché ottenere l'ok dalla giustizia per l'interruzione della gravidanza perché la bambina è stata violentata o il bambino è gravemente malformato è molto difficile.

Nel caso della microcefalia è impossibile dal momento che le leggi, in alcuni casi come ad esempio il Brasile, prevedono solo questa possibilità in caso di acefalia.

Questa è la realtà latinoamericana e sul tema va aggiunto che, nonostante i divieti draconiani, solo in Brasile gli aborti clandestini sono oltre un milione l’anno, con centinaia di donne che ci lasciano la pelle. Tutte povere o di classe medio-bassa perché le ricche hanno a disposizione - in patria non a Miami, sia chiaro! - lussuose ed illegali cliniche private che, in cambio di una decina di migliaia di euro, interrompono loro la gravidanza, senza problemi di sorte, a parte quelli di tipo etico.

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Commenti
Ritratto di hernando45

hernando45

Sab, 30/01/2016 - 18:49

Caro Paolo Manzo, capisco che non è colpa tua perche lo hai ripreso dal Guardian, ma io in Nicaragua ci vivo da anni e pur se la legge proibisce l'aborto, le uniche poche donne che stanno "PRESE" per tale atto sono quelle che lo praticano CLANDESTINAMENTE, mentre ci sono un sacco di cliniche private dove l'aborto viene praticato quotidianamente senza sanzioni ne per la donna che abortisce ne per i medici. Ovvero come spesso avviene in questi paesi,certe leggi NON VIENGONO QUASI MAI APPLICATE. In compenso danno dai 10 ai 20 anni di galera (senza sconti) a chi SPACCIA o TRAFFICA DROGA anche in piccole quantità, proprio come in Italia!!!lol lol Saludos dal Nicaragua.

superpippo70

Dom, 31/01/2016 - 01:28

Il Nicaragua sandinista (dove forse lui vivrà, cambia nulla) è lo stato che per ONU, OMS Amnesty etc che al mondo mette più in carcere le donne che abortiscono con pene detentive di 20 anni ed ha la maggiore percentuale di maternità under 15 anni al mondo, anche in caso di stupro, pari al 4,4%. Inoltre The Guardian citato incidentalmente da Paolo Manzo si riferisce al caso altrettanto vergognoso del Salvador