Monteverde, precipita un cornicione: anziano muore

Michela Giachetta

Morire colpiti da un cornicione, mentre si pota un albero. Potrebbe essere la scena di uno di quegli sketch inglesi dall’umorismo «dubbio». Se non fosse che è tragica realtà. È, infatti, quanto accaduto ieri mattina a Giovanni Notarbartolo, 74enne, deceduto dopo essere stato colpito da un pezzo di cornicione staccatosi da un edificio in via Laura Mantegazza, nel quartiere Monteverde. Sul posto, oltre ad agenti di polizia e ai carabinieri, che conducono le indagini, è giunta in pochi minuti anche una ambulanza con a bordo un medico, che però non ha potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo, «una persona allegra e cordiale, che viveva da solo, ma era autosufficiente», ricordano i parenti. «Ieri mattina mi trovavo al mare - racconta la cognata che assieme ai figli e al marito, sono gli unici parenti della vittima -. Mi hanno chiamato i carabinieri per avvertirmi di quanto accaduto: ho avuto un malore. Con Giovanni ci sentivamo spesso; l’ultima volta due giorni fa, quando l’ho invitato a venire al mare con noi».
Dagli accertamenti effettuati risulta che Notarbartolo, piccolo commerciante, titolare di un negozio nello stesso quartiere in cui è morto, era fermo vicino a un’auto, quando è stato colpito da una lastra di intonaco, non pesante, ma molto grande, che si è staccata dal quinto piano, da un’altezza di circa 20 metri. «È successo tutto in pochi secondi - dice un’inquilina di un palazzo di via Mantegazza -: Giovanni era vicino all’auto e stava potando un albero, proprio davanti al suo negozio, poi è stato colpito ed è crollato a terra. Nel giro di pochi minuti è arrivata l’ambulanza, ma ormai era tardi». L’intonaco, infatti, ha colpito l’uomo in tutto il corpo e ne ha causato la morte praticamente all’istante.
La donna che ha assistito al crollo del cornicione non è l’unica ad essere rimasta scioccata da quanto accaduto. Costernazione e incredulità sono infatti i sentimenti anche degli abitanti dello stabile di via Mantegazza. «Siamo increduli - dicono due coniugi che abitano al pian terreno -: conosciamo Giovanni da una vita e sapere che è morto così ci riempie di profondo dolore. Il palazzo, che è degli anni ’50, come tanti in zona, è stato ristrutturato cinque anni fa proprio a causa del crollo di un cornicione che però non ha provocato vittime». Lo stabile faceva parte del patrimonio immobiliare dell’Inpdai, ma con la cartolarizzazione è stato venduto a privati. I lavori sono stati comunque effettuati dall’ente. «Il fatto che si sia ripetuto un incidente così grave ci preoccupa non poco - continuano i due coniugi - Finora eravamo tranquilli anche perché dall’esterno lo stabile appare in buone condizioni, ma ora la preoccupazione prevale».
Su quanto accaduto in via Mantegazza è intervenuto anche l’assessore ai lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro: «Esprimo dolore per la morte di una persona deceduta per una fatalità che poteva essere evitata se ci fosse stata più attenzione». «È un problema di manutenzione e soprattutto di controllo - ha proseguito D'Alessandro -. Noi per questo stiamo insistendo da tempo sul fascicolo del fabbricato. Quello che ci interessa è che lo stato di salute degli stabili venga indagato. Abbiamo sollecitato più volte in questo senso, ma ci sono tempi lunghi e spese da effettuare. Sicuramente gli inquilini dovranno sostenere un costo, ma ne va della loro sicurezza».

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