La Moratti: assunti 40mila precari per rilanciare la scuola

I «rinforzi» entreranno in organico già da settembre

Emanuela Fontana

da Roma

Un provvedimento «risolutivo per i problemi più gravi della scuola», il più importante in materia contrattuale da quando Letizia Moratti è ministro. Quarantamila precari verranno assunti già a partire dall’anno 2005-2006, e quindi da settembre, a tempo indeterminato. «Docenti e personale tecnico amministrativo», molti dei quali in attesa da oltre dieci anni del posto fisso. Lo ha annunciato ieri la stessa Moratti a palazzo Chigi, affiancata da Silvio Berlusconi che galantemente le ha offerto la sedia: «Faccio la corte anche a Letizia», ha scherzato il premier riferendosi all’equivoco con i finlandesi di qualche giorno fa sulla sua battuta del playboy: «C’è una mancanza di sense of humour generale - ha detto Berlusconi prima di dare la parola alla sua ministra -. Qualcuno ha raccontato a quei signori lì che io avevo offeso la presidente finlandese, ma quando hanno saputo che cosa avevo detto... ».
Il decreto per le nuove assunzioni era stato annunciato circa un mese fa, ma ieri il Consiglio dei ministri ha dato il sì definitivo. «Non comporta aggravi per lo Stato perché non prevede cambiamenti a livello retributivo, con grande soddisfazione di Siniscalco», ha precisato Berlusconi sorridendo al ministro dell’Economia, che ha partecipato alla conferenza stampa. In pratica si tratta di estendere a tempo indeterminato contratti che prima venivano periodicamente rinnovati. La maxiassunzione, ha spiegato al Moratti, «è non solo un riconoscimento a chi nella scuola lavora da anni, ma offre anche la possibilità di avviare la riforma della scuola in un clima di serenità. Insieme al provvedimento dello scorso anno con cui si sono assunte 15mila persone, quello approvato oggi - ha sottolineato il ministro - è il provvedimento più importante mai preso da un governo per risolvere il problema delle supplenze annuali».
Il piano prevede l’immissione in ruolo di circa 35mila insegnanti e di 5mila tra i non docenti (amministrativi e ausiliari, ossia il personale Ata). «Non è ancora la soluzione definitiva - ha commentato il responsabile scuola di An, il senatore Giuseppe Valditara - ma è tuttavia un passo avanti decisivo che dovrà essere completato nei prossimi quattro anni». Secondo Valditara, «grazie al semplice turnover sarà possibile assumere entro il prossimo quinquennio tutti i precari della scuola italiana».
Il piano del ministero dell’Istruzione è infatti pluriennale: il dicastero di viale Trastevere precisa che entro dieci giorni, «di concerto con il ministero dell’Economia, sarà messo a punto un decreto interministeriale per le assunzioni relative agli anni 2006-2007 e 2007-2008». I 40mila ingressi sono quindi la prima tranche di un progetto che vuole dare un lavoro fisso a tutti i precari.
Nonostante la maggior parte delle battaglie sindacali si fondassero proprio sulla richiesta di assunzione di chi non aveva il posto definitivo, da opposizione e organizzazioni dei lavoratori piovono solo critiche. La Cisl scuola ritiene il provvedimento «insufficiente e comunque tardivo rispetto ai tempi per un regolare avvio dell'anno scolastico - polemizza Francesco Scrima, segretario generale del sindacato di categoria -. Il messaggio mediatico delle 200.000 assunzioni è rimasto solo uno spot pubblicitario». Un'obiezione a cui ha risposto il ministero annunciando appunto che il piano non sarà limitato al 2005-2006. Secondo la Cgil si tratta di «decisioni insufficienti», per la Uil «il problema precariato resta aperto». L’opposizione è ancora più dura, quasi si trattasse di licenziamenti. Per le ds Alba Sasso e Chiara Acciarini, Letizia Moratti ha attuato «una tardiva riparazione, forse in chiave elettorale da qui al 2006». Anche per Alfonso Pecoraro Scanio dei verdi si tratta di «una mossa elettorale» e le stesse parole arrivano dalla Margherita. Il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini si è detto invece «particolarmente soddisfatto», come tutta la maggioranza: «Si risolve una situazione annosa e nevralgica - ha ricordato - per i docenti e il personale tecnico amministrativo».