Morti e feriti in Bulgaria, è rivolta contro i rom Due morti e 127 arresti

Uccidono un ragazzo e poi scappano. I familiari del ragazzo si fanno giustizia da soli e assalgono il campo rom. La rivolta dura tutta la notte

Sofia - Due morti, decine di feriti, compresi alcuni poliziotti, e 127 arresti. Questo il bilancio della rivolta contro i rom, scoppiata a Katunitsa, nel sud della Bulgaria, roccaforte di un potente clan rom. Un ragazzo venerdì sera passeggiava con il suo cane per le vie della città quando un' auto che viaggiava ad alta velocità con a bordo Kiril Rashkov, noto come "il re Kirò", leader della comunità rom della cittadina bulgara, ha investito il ragazzo uccidendolo e trascinandolo per 15 metri sull'asfalto. L’episodio ha provocato la rivolta degli abitanti bulgari di Katunitsa. Amici e parenti di Anghel sono arrivati anche da Plovdiv, per chiedere giustizia e l’espulsione del clan di Rashkov dal paese.

Il silenzio delle autorità ha fatto degenerare la protesta, sfociata in aperti scontri di piazza. Ieri sera circa duemila bulgari hanno assalito una delle tenute di re Kiro, dando fuoco a tre dei suoi palazzi. Per ripristinare l’ordine sono intervenuti la gendarmeria e i reparti speciali, che hanno respinto la folla inferocita, arrestando più di cento persone. Nel corso delle proteste è morto per infarto un altro giovane, il sedicenne Pavel, malato di cuore e amico di Anghel. La gendarmeria ha coperto la fuga del rom e della sua famiglia verso una direzione sconosciuta. Intanto la polizia ha bloccato alla frontiera il 55enne autista assassino, mentre tentava di fuggire in Turchia. E dalle testimonianze la figura di "re Kiro" non è accettata neanche dalla stessa comunità rom. "Il clan di Rashkov maltratta anche i suoi uomini, non fa differenza tra rom, bulgari e turchi, loro sono i padroni e tutti gli altri sono degli schiavi", ha detto Tsvetelin Kancev, leader della Euroroma, un’organizzazione dei rom in Bulgaria.