Morti ma con un futuro davanti Storia scientifica dei cadaveri

Può un libro che parla dalla prima all’ultima pagina di cadaveri meritarsi recensioni in cui l’aggettivo più usato è «divertente»? La risposta è sì, se l’autrice è Mary Roach e il libro è Stecchiti. Le vite curiose dei cadaveri (Einaudi, pagg. 250, euro 12; traduzione di Michela Volante).
La giornalista americana Mary Roach ha scelto un tema quantomeno insolito: i cadaveri umani e il loro contributo alla scienza, e ci accompagna così in obitori, cimiteri, centri per i crash test, e - il luogo più inquietante - «fattoria dei corpi» di Knoxville: l’unico laboratorio al mondo riservato allo studio della decomposizione dei cadaveri, una specie di zoo-safari dove, al posto degli animali, fra i cespugli sono sparsi cadaveri a diversi stadi di putrefazione. È un capitolo per stomaci forti, ma l’autrice riesce a evitare il disgusto giocando sul registro di un sottile umorismo, che rende certe pagine irresistibili. Memorabile l’incipit: «Per come la vedo io, essere morti è un po’ come andare in crociera. Passi la maggior parte del tempo sdraiato sulla schiena, con il cervello in pappa e le carni che iniziano a rammollirsi; non succede nulla di speciale e non ci si aspetta niente da te». In realtà ai cadaveri succedono un sacco di cose «speciali». E Mary Roach ce le racconta tutte: trapianti di teste, cannibalismo, crocifissioni ricostruite in laboratorio, nuove tendenze in materia di smaltimento dei corpi. Stecchiti è un libro intrigante, analitico e al tempo stesso poetico, che sposa perfettamente l’informazione e l’intrattenimento, mantenendosi sempre entro i limiti del buon gusto (impresa tutt’altro che facile, vista la materia trattata). Potete star certi che dopo averlo letto guarderete con maggior comprensione gli zombi, pensando alla fatica che fanno a trascinarsi in giro, e non li vedrete più come un semplice bersaglio per colpi mirati alla testa. Anche se alcuni cadaveri si rendono utili proprio prendendo fucilate in testa...
In un mondo che ha rimosso la morte dal quotidiano (peraltro senza riuscire a eliminarla) Stecchiti è una lettura estremamente gradevole e forse persino indispensabile. Sui confini fra il vero e le leggende metropolitane, fra ciò che si pensa e ciò che invece si sa veramente, servono guide precise. Per quanto riguarda il regno della Morte, Stecchiti è la guida definitiva.