L'eccellenza in moto è tricolore

Aprilia, Ducati, Moto Guzzi e MV Agusta: sono le eccellenze italiane delle due ruote. E sono un vanto per il Made in Italy, in tutto il mondo

Aprilia, Ducati, Moto Guzzi e MV Agusta. Ma anche Garelli, Gilera e Mondial. Sono le eccellenze italiane delle due ruote e sono un vanto per il Made in Italy, nonché must del mercato internazionale della moto. Case motociclistiche prestigiose che hanno fatto anche la storia del Motomondiale. Ecco, a tal proposito, due nomi su tutti, quelli di Giacomo Agostini e Valentino Rossi. Ventiquattro titoli iridati in due, quindici dei quali vinti in sella a una moto italiana: la MV Agusta per Agostini e l'Aprilia per Rossi.

Insomma, il Made in Italy delle due ruote corre e corre veloce. Da sempre. Perché il dinamismo e l'efficienza dell'industria e della filiera tricolore sono famosi, in tutto il mondo, per innovazione, qualità e, ovviamente, stile.

GILERA

Gilera, fondata nel 1909 a Milano, è la più antica casa di costruzione italiana di motociclette. Dal 1969 è passata sotto la gestione di Piaggio e in questi cinquant'anni non ha mai cessato di sfornare gioiellini. Un esempio? La fuoristrada 125 Bicilindrica Cross e la moto da strada, 125 e 150 di cilindrata 5V Arcore (in onore della storica fabbrica). Furono due moto da cross Gilera (50 Trial) a rendere possibile, nel 1971, la prima storia motoscalata del Kilimangiaro. Dunque, ecco gli anni Ottanta e la nuova serie di motori a 4 tempi e, soprattutto, con gli anni Novanta, la rivisitazione delle motociclette da strada, con la produzione e commercializzazione della SP02 e della CX125, quest’ultima con forcella anteriore mono-braccio e design audace.

MOTO GUZZI

Quello di Mandello del Lario (Como) è marchio di assoluto prestigio, capace di conquistarsi una bella fetta di mercato anche oltre Oceano, negli Stati Uniti d’America. Guzzi nasce nel primo dopoguerra, nel 1921, e almeno nei primi decenni di vita la sua produzione è quasi interamente dedicata al mercato militare; l’azienda, infatti, fornisce all’Esercito Italiano diversi modelli come l’Alce e il Trialce, che dal 1938 al 1948 domineranno la scena, prima di lasciare spazio all’Airone Militare, anche per uso stradale. Storico il modello Guzzi-Falcone (1950-67), l’ultima modo della casa costruita con il monocilindrico orizzontale quattro tempi di 500 di cilindrata. Una svolta decisiva all’inizio degli anni Settanta: nel 1971 arriva la V7 Sport e sbanca il mercato grazie a un motore prestazionale da oltre 200 chilometri orari, uniti a un’eccellente tenuta di strada. Dunque, dalla 24 ore di LeMans, nel 1976 nasce la "café racer" Moto Guzzi Le Mans, che solo nel 1994 verrà sostituita dalla V1100 Sport. L’ultima arrivata, datata 2018, è la V85 TT, una crossover, che insieme alle gamme custom, naked, enduro e touring (tutte con motore bililindrico a "V") rappresentando la gamma Guzzi.

DUCATI

La Ducati, si può dirlo senza correre il rischio di sbagliarsi, è la regina delle moto, oltre che marchio del Made in Italy più conosciuto – e apprezzato al mondo, specialmente negli States e in Giappone (nonostante Honda, Yamaha, Kawasaki e Suzuki). La Ducati ha fatto la storia del motociclismo e nel 2007, grazie al “manico” di Casey Stoner, la casa di Borgo Panigale si è portata a casa il titolo mondiale. Attualmente, Ducati mette a disposizione una trentina di modelli a due ruote: oltre alle gamme Diavel, Monster e Panigal, anche Hypermotard, Supersport, Multistrada e Scambler. Un modello che ha fatto la storia è, senza dubbio, la 750 SS, simbolo della sapienza e dell’eccellenza della casa bolognese. Impossibile, però, anche non ricordare l’iconica Paso (1986), prima due ruote da strada completamente carenata e, dal 1993, la naked Ducati Monster. Con il nuovo Millennio arriva la Ducati 749, 996 e 999; mentre in anni più recenti, ad Eicma 2011, c’è la presentazione della sportiva-stradale 1199 Panigale, sostituita nel 2014 dalla 1299, per la gioia di tutti i ducatisti.

APRILIA

Valentino Rossi ci ha vinto due titoli, Max Biaggi tre. Aprilia, per gli appassionati, fa rima con "Motomondiale ed eccellenza. Fondata a Noale nel ’45, la casa svolta negli anni Ottanta, sfornando la moto da deserto “Tuareg”, simbolo (anche cromatico) di quel decennio. Dunque, la produzione si allarga alle moto da strada, il cui modello Rs sarà un vero e proprio successo: l’Aprilia RS 125 nasce nel ’92 e rimarrà sulla cresta dell’onda fino al 2013, nelle tre versioni custom-enduro-stradale. Ma Aprilia, per chi non lo sapesse, è anche la “mamma” dello Scarabeo, che dal 1993 non conosce crisi e rappresenta uno degli scooter più amati e venduti.

MV AGUSTA

Last but not least, Meccanica Verghera Agusta, ancora oggi la casa europea più vincente di ogni epoca, grazie a 75 titoli iridati. La sua storia è legata a doppio filo al talento di quel fenomeno di Giacomo Agostini. Nel 1945, la casa varesotta dà alla luce la sua prima MV Agusta, la 98 in versione “Turismo”. Nel’47, al Salone di Milano, l’Agusta presenta le novità con cilindrata 125 e motore bicilindrico, ma anche un monocilindrico a 4 tempi e cilindrata 250. Nel 1954 arriva la “Squalo” 175 CSS/5V, mentre gli negli anni sessanta è l’ora della 600 quattro cilindri MV Agusta 600 Turismo; 4 cilindri, che fecero le gioie di Agostini e di tutti gli appassionati fino al 1976. Nel ’77, infatti, lo stand MV previsto ad Eicma rimase vuoto, scrivendo di fatto la parola fine alla gloriosa storia della casa di Varese, poi rilevata – fino ai giorni nostri – da plurime proprietà, che si sono trovate a gestire una delicatissima eredità.

La storia della moto made in italy è avvincente e ricca di modelli iconici che hanno fatto storia delle due ruote. Vieni a scoprire cosa ha in serbo il mercato per il 2020 ad EICMA 2019, dal 7 al 10 novembre a Milano.

Commenti

agosvac

Gio, 31/10/2019 - 15:03

Ho avuto, quand'ero ragazzo, una Gilera 125. Allora non esistevano ancora le moto di alta cilindrata. Il massimo erano le 175 o le 250. Moto splendida. Ma , in quei tempi, erano le MV Agusta ad essere il sogno proibito. Erano i tempi di Agostini!!!!!!

sparviero51

Gio, 31/10/2019 - 17:42

MOLTE COSE CHE AVETE SCRITTO NELL'ARTICOLO SONO VERE ,ALTRE UN PO' ROMANZATE . COMUNQUE LA' DOVE HA MESSO MANO LA PIAGGIO HA ROVINATO UN BEL PEZZO DI LEGENDA .UN PO ' COME LA FIAT CON LANCIA ,ALFA ROMEO ,AUTOBIANCHI ,ABARTH ETC. !!!

bac42

Gio, 31/10/2019 - 18:32

C'è un grossa differenza tra la moto da competizione e la moto per tutti .Agostini e la MV vinsero tantissimo,doppiando 2,3 volte gli altri corridori.Poi arrivò la Honda e sappiamo tutti come fini.

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do-ut-des

Gio, 31/10/2019 - 19:03

Io ho un guzzino cardellino 65CV Ho chiesto se lo volevano gratis al museo di Mandello del Lario, mi hanno detto di rivolgermi alla Piaggio, ed anche loro non li ho più sentiti. Boh!! Eppure è appena del dopoguerra.

Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 31/10/2019 - 22:45

Che sxxxxxi siete a non aver pubblicato la "storia" delle mie moto!! Inviata ben 3 volte!! AUGH.

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Cali85

Ven, 01/11/2019 - 11:57

Come vorrei sentire ancora l'incomparabile suono di una RUMI! Il più bel suono di un motore he abbia mai sentito !!!

jekill

Ven, 01/11/2019 - 12:09

La migliore è e sempre sarà la Triumph bonneville

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Ven, 01/11/2019 - 15:12

Cali 85 - RUMI bicilindrica 2 tempi, fcevi 30 km e cambiavi le candele, ma che bella moto che era, l'ho tenita per tanti anni poi in giorno me l'hanno rubata aprendo il mio garage. Mi é dispiaciuto tantissimo. Era la mia prima moto. Sich!!!

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siredicorinto

Ven, 01/11/2019 - 15:16

E no caro jekill 12.09 - Permettimi di non essere d'ccordo con te. Aveno una Triumf TRIDENT, splendida, che moto, che tenuta di strada, freni Lokeed una ripresa formidabile. Feci la modifica Daytona, una scheggia. senza nulla togliere alla Bonneville che ho avuto per due anni. Che moto allora, forse é meglio dire, CHE GIOVENTU' la nostra di allora. Eheheheheheheh D'OObbligo la modicifa della forcella con quella CERIANI e doppio freno a disco davanti.

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gianky53

Dom, 03/11/2019 - 09:16

Dimenticata la LAVERDA?

Ritratto di gianky53

gianky53

Dom, 03/11/2019 - 09:18

Manca anche la BENELLI.

cir

Gio, 07/11/2019 - 17:47

sparviero51 Gio, 31/10/2019 - 17:42 . la FIAT E' come un pesce gatto nella vasca delle trote, tutto quello che tocca scompare..