Prova 4x4: la Panda è sempre la Panda

Panda 3 integrale è più raffinata, soprattutto negli interni, ma conserva le stesse doti di praticità e di guida dei modelli precedenti. Abbiamo provato la versione Twin Air 900 da 85 cv: è un tantino assetata e costa 17.360 euro

Il “Pandino”, quello del 1983, vanta un primato di tutto rispetto. E’ stata la prima utilitaria a motore trasversale ad adottare la trazione integrale; le varie Subaru, Suzuki, ecc..sono infatti arrivate dopo, molto dopo.
Forse ha perso quell’aria spartana ed essenziale che caratterizzava la prima versione ma, quanto a praticità, Fiat Panda 4x4 M.Y. 2013 si può considerare degna ereda di quella prima versione.

Ha una linea piuttosto semplice e squadrata e ciò, insieme alle dimensioni compatte (misura 3,68×1,67×1,60 m, cioè 3 cm più lunga e 5 cm più alta della standard), le conferisce un’ottima visibilità dall’interno oltre ad una manovrabilità e agilità nello stretto di tutto rispetto.
La stessa praticità si ritrova anche nell’abitacolo (omologato per quattro persone comode ma si può scegliere anche l’allestimento per cinque), oggi piuttosto raffinato nella sua gradevole livrea bicolore, ma che conserva alcune peculiarità che i vari modelli si sono tramandati negli anni, come gli strumenti di forma quadrata, chiari e accessibili, o il comodo vano portaoggetti aperto, posizionato sulla plancia lato passeggero.
Fiat Panda 4x4 è disponibile in due motorizzazioni: il bicilindrico benzina Twin Air 900 cc da 85 cv, oppure il Diesel 1.3 Multijet da 75 cv. Gli stessi che equipaggiano Fiat 500 e Lancia Ypsilon.
La prima marcia della Twin Air in prova si è rivelata piuttosto corta, quasi fosse una ridotta; le altre marce sono più lunghe ma tutte spingono bene sin dai regimi più bassi, non appena il turbo entra in funzione. I dati ci dicono infatti che rispetto al precedente 4 cilindri 1.2 Fire, il nuovo bicilindrico vanta il 40% di coppia in più.
Non è progettata per le grandi velocità (anche se è in grado di superare tranquillamente i 160 all’ora effettivi) e forse anche per questo Panda 4x4 risulta un tantino rumorosa; il cambio manuale a 6 rapporti inoltre non è sempre impeccabili: difetti questi che però le si possono perdonare, visto che la sua indole principale è quella di spingersi fino agli alpeggi d’alta quota.

In compenso assorbe bene le buche, vista la taratura piuttosto morbida delle sospensioni, che però è anche causa di un po’ di rollio se si affrontano le curve in maniera allegra.
Entrambi i motori, benzina e Diesel, sono dotati di sistema Start&Stop, per sentirsi più eco friendly e per contenere i consumi, che, se non si presta attenzione , tendono a sfiorare i 9 litri per percorrere 100 km.

Come nel modello precedente, datato 2004, non sono previste le marce ridotte ma è possibile affrontare qualsiasi tipo di fondo, compresi gli sterrati di un certo impegno, grazie al sistema di trazione integrale, definito “Torque on-demand”, con due differenziali e un giunto centrale gestito da una centralina elettronica. Se vengono rilevati slittamenti, la centralina regola il giunto centrale inviando trazione a uno dei due assali secondo le necessità; per le situazioni più hard poi, per togliersi dai guai basta premere il pulsante Eld, posto di fianco alla leva del cambio, che agisce simulando il blocco del differenziale, frenando singolarmente le ruote che perdono aderenza e migliorando quindi la trazione.

Più moderna e raffinata dunque la nuova Panda 4x4, ma pur sempre pratica e capace di suscitare una certa simpatia. Conserva però qualche difetto del passato, compreso il prezzo d’acquisto (la Twin Air parte da 17.360 euro; da 18.110 la versione Diesel ) un po’ salato.

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