Volkswagen Golf R: elogio della rabbia

È la Golf più potente mai prodotta in serie. Il 2.0 TSI eroga 300 cv con una grinta sconosciuta al vecchio modello, specie agli alti regimi. La trazione integrale? Fulminea nel ripartire la coppia tra gli assali. Prezzi a partire da 40.900 euro

È la Golf più potente mai prodotta in serie. Golf R, basata sulla settima generazione (leggi qui la prova completa della Golf VII) della media di Wolfsburg, è mossa da un 4 cilindri 16V di 1.984 cc a iniezione diretta di benzina sovralimentato mediante turbocompressore, derivato da quanto adottato dalla “sorella” meno estrema GTI e portato dagli originari 220 cv (230 cv per GTI Performance) a 300 cv. Un upgrade legato essenzialmente alla superiore pressione di sovralimentazione, a pistoni, bielle e testata rinforzati nonché alla diversa mappatura della centralina elettronica e a un rapporto di compressione più spinto. Confermata, secondo tradizione, la trazione integrale permanente 4Motion (mentre Golf R Cabrio - leggi qui la nostra prova - ha la trazione anteriore).

Al di là dell’incremento di potenza, si distingue dal precedente modello per lo sterzo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili e per l’assetto ribassato. Le sospensioni a controllo elettronico DCC (di serie) offrono le tarature Normal, Sport e Comfort, cui si affianca l’inedita modalità di marcia Race. Quest’ultima porta in dote il massimo irrigidimento degli ammortizzatori, una risposta particolarmente pronta del propulsore alle pressioni dell’acceleratore e, qualora sia presente il cambio a doppia frizione DSG, una logica di gestione della trasmissione totalmente votata alle prestazioni. Se da un lato è confermata la presenza del controllo della trazione e stabilità con taratura Sport che vede l’Esp, meno invasivo rispetto al sistema standard, attivarsi con lieve ritardo onde non alterare il feeling con la vettura, dall’altro è ora possibile disattivare totalmente l’elettronica per la guida in pista.

Golf R è una vera e propria fun car. Una vettura adibita al massimo divertimento. Con un carattere radicalmente diverso rispetto al precedente modello. Se la vecchia R era infatti sin troppo politically correct, il MY14 si riscatta. Pienamente. Rollio e beccheggio si riducono ai minimi termini, mentre il 2.0 TSI sfodera una progressione rabbiosa, spingendosi 500 giri oltre la zona rossa. Senza cali di spinta. Cambia profondamente anche il feeling con lo sterzo, un tempo non particolarmente diretto, oggi sincero, tattile e pronto nelle reazioni. Carta carbone delle volontà del guidatore. In aggiunta, il sistema di trazione integrale permanente è rapidissimo nel trasferire i kgm dall’avantreno al retrotreno, al punto da lasciar intendere d’essere al volante di una 2WD posteriore. Lodi a profusione, infine, per il cambio manuale a 6 rapporti dalla corsa della leva molto corta, forte d’innesti rapidi, scarsamente contrastati, e supportato da una frizione la cui resistenza alla fatica farebbe invidia a un triatleta.

E le prestazioni? Elevatissime. Golf R con cambio manuale a 6 marce scatta da 0 a 100 km/h in 5,1” che scendono a 4,9” optando per la trasmissione a doppia frizione DSG a 6 rapporti. Da tradizione, la velocità massima è autolimitata a 250 km/h. Ciliegina sulla torta, l’incremento di potenza rispetto al passato si accompagna, secondo la Casa, a una riduzione dei consumi nell’ordine del 18%.

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