La Mutola si dà al calcio È capitana del Mozambico

Il piccolo elfo esce dalle terre di mezzo, abbandona il viale del tramonto e torna a respirare l'aria salubre dello sport vero. Tra i tanti rientri all'attività agonistica quello di Maria Mutola, lo scricciolo mozambicano che negli 800 metri ha cannibalizzato un oro olimpico a Sydney e 10 mondiali, è sicuramente il più clamoroso. Anche perché lei non ha imboccato per la seconda volta la strada dell'atletica leggera, omologandosi a chi ha riprovato nella disciplina da antichi splendori (da Borg a Schumacher passando per Foreman) spesso con patetiche prestazioni. Maria si è innamorata del pallone, e il pallone di lei. «Gioco a calcio ormai da due anni - racconta - è stata una rivelazione. Tutto è iniziato dopo una scommessa con un amico, il compianto poeta José Craveirinha. Ma adesso vorrei che il tempo si fermasse per potermi prendere qualche soddisfazione».
Le 39 primavere di Maria sono l'unico ostacolo. Ha lasciato Maputo per trasferirsi a Johannesburg. In Sudafrica ha sostenuto un provino nei Mamelodi Sundowns ottenendo dopo poche settimane un contratto. È adesso è arrivata persino la convocazione in nazionale con tanto di fascia da capitano. Il ct delle «Mambinha», Felizarda Malache, è convinta di aver fatto la scelta opportuna: «Ha buona tecnica ed è velocissima. Non è una trovata pubblicitaria».