Napolitano agli studenti: «Siate testimoni di pace»

Il Quirinale ieri ha aperto le porte alla memoria della Shoah. Nel salone dei Corazzieri Napolitano, in occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, ha accolto centinaia di studenti impegnati in progetti di approfondimento sull’Olocausto, tra cui i rappresentanti delle scuole romane che hanno partecipato alla visita annuale ad Auschwitz voluta dal sindaco Walter Veltroni. Sulle note del compositore ebreo Arnold Schönberg «Un sopravvissuto di Varsavia», si è aperta la cerimonia, alla quale sono intervenuti anche ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, e il sindaco di Roma Veltroni (ad assistere tra gli altri Romano Prodi, Franco Marini e Fausto Bertinotti). Il ministro Fioroni ha richiamato le parole di Primo Levi in «Se questo è un uomo», quando lo scrittore torinese parafrasando la preghiera ebraica dello «Shemà Israel» (Ascolta Israele), esorta l’umanità al ricordo dell’Olocausto. Il presidente Napolitano ha lanciato un messaggio di speranza e un monito ai ragazzi che da mesi studiano la Shoah, il valore della memoria e l’importanza che essa ha per la costruzione di un futuro di pace. «Col vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo razzismo, violenza e sopraffazione contro i diversi, e soprattutto ogni rigurgito di antisemitismo anche quando - sottolinea Napolitano - si traveste da antisionismo: perché antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele». Un silenzio fitto, intriso di commozione, ha attraversato il salone dei Corazzieri mentre l’attrice Monica Guerritore, che nella fiction «Exodus» veste i panni di Ada Sereni, leggeva la testimonianza di un ebreo romano deportato il 16 ottobre 1943. In prima fila, insieme ai sopravvissuti ai campi di sterminio, proprio chi la comunità ebraica romana, dilaniata e gravemente colpita dalla Shoah, l’ha dovuta ricostruire: il rabbino emerito Elio Toaff, che riuscì a salvarsi dagli aguzzini di Hitler, sfuggendo miracolosamente a una fucilazione. «Furono in pochi a tornare - ha ricordato Renzo Gattegna -. La Shoah parla al cuore e alla coscienza, ma anche all’intelletto e alla capacità di conoscenza». Così la memoria del male assoluto, quale fu la Shoah, oltre a essere un atto dovuto alle vittime e ai sopravvissuti, diviene una base comune su cui le nuove generazioni possono lavorare contro ogni forma di pregiudizio. Livia Massimi, studentessa di un liceo romano che ha partecipato al Viaggio della Memoria, racconta che da quando ha visitato Auschwitz-Birkenau qualcosa è cambiato per sempre: «Non saremo mai più gli stessi dopo quel viaggio. Ad Auschwitz abbiamo incontrato persone straordinarie (i sopravvissuti alla Shoah, ndr) che non hanno vissuto invano, perché ci hanno consegnato la loro memoria. Siamo consapevoli che dobbiamo attivarci per abbattere i pregiudizi e non cadere nelle reti di falsi maestri».