La Nasa usa ecografi italiani

Dalla diagnosi a strumento fondamentale per la prevenzione e la cura di un numero crescente di malattie

Ogni anno in Italia si fanno 10mila ecografie. Sono essenziali in settori come quello ginecologico, cardiovascolare, gastroenterologico, oncologico e urologico. Fondamentali per prevenzione e diagnosi. Importanti, da qualche anno, anche negli interventi dove guidano il bisturi o addirittura si sostituiscono alla chirurgia tradizionale. Insomma, c’è stato un vertiginoso sviluppo dello strumento dell’ecografia. Eppure, nel nostro Paese non esistono scuole di specializzazione.
Radiologi, chirurghi, internisti, ginecologi si specializzano da soli in mancanza di strutture universitarie di formazione. La denuncia arriva dal XIX Congresso nazionale di Roma del Siumb, la Società italiana di ultrasonologia in medicina e biologia, occasione scientifica di aggiornamento e di formazione per tanti medici.
In Germania, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna l’ecografia è materia di insegnamento, mentre da noi questa disciplina medica viene insegnata nell’ambito delle diverse specialità, come insegnamento parallelo. Da strumento diagnostico l’ecografia si trasforma anche in metodo per curare e guarire le malattie, comprese quelle gravi come i tumori. Con le nuove tecnologie, gli ecografisti possono guidare la mano del chirurgo e usare gli ultrasuoni per trattare diverse patologie. La prima procedura interventistica guidata dall'ecografia è del 1969, quando all'ospedale di Copenaghen l’urologo Holm aspirò una cisti renale seguendo le immagini dell'ecografo. «Da allora - spiega il professor Tito Livraghi, primario di radiologia all'ospedale di Vimercate (Milano) - è stato un susseguirsi di proposte, alcune delle quali sono diventate bagaglio insostituibile nella pratica medica di oggi». Del 1972 è la prima amniocentesi e poi la prima biopsia, con ago sottile, che ha sostituito l'intervento invasivo di laparotomia diagnostica. Oggi l'ecografia ha un ruolo insostituibile nelle malattie della tiroide e nella rimozione dei piccoli tumori inoperabili del fegato. Gran parte della ricerca in questo campo è merito di medici italiani.
Che il nostro Paese sia all’avanguardia in questo settore lo dimostra anche una notizia diffusa al Congresso: la Nasa ha acquistato ecografi di ultima generazione, progettati e realizzati in Italia e tecnologicamente molto sofisticati, per eseguire esami cardiografici agli astronauti. I piccoli ecografi possono anche eseguire gli esami all’interno delle navicelle spaziali.