Nasce il videogioco per smettere di fumare

Test, minigame e un personal trainer per convincere gli adolescenti ad abbandonare la sigaretta. I medici: &quot;Un meccanismo vicino ai giovani, parla il loro linguaggio&quot;<br />

Stanno attente alla linea, magari vanno in palestra e pretendono cibi ipocalorici, ma spesso non temono i rischi, reali, delle sigarette. Sono le teenager italiane, ragazzine che sempre in numero maggiore fumano. Come i loro coetanei maschi. In Liguria i fumatori sono 320mila, 32mila dei quali hanno tra i 15 e i 20 anni. Per difendere la loro salute arriva adesso un’opportunità in più: il primo videogioco per smettere di fumare.

Dal libro al gioco. Si tratta dell’evoluzione del celebre best sellers di Allen Carr “ E’ facile smettere di fumare se sai come farlo”, libro che è stato seguito come una “bibbia” da attori come Anthony Hopkins o, per restare più vicini a noi, Virna Lisi o Sergio Castelletto, passando per lo stilista Stefano Gabbana o l’ex campione Gianluca Vialli, che si sono lasciati alle spalle le più pericolose "bionde". Adesso però, alcuni esperti hanno studiato un approccio più vicino ai giovanissimi, che parlando il loro linguaggio può arrivare dove altre raccomandazioni - specie se sui libri - non arrivano.

Test e minigame. Niente letture noiose o spiegazioni scientifiche, dunque, bensì test mirati, un personal trainer costruito su misura e una serie di prove da superare in un percorso che porta a vincere la dipendenza dal tabacco e a continuare nel tempo a giocare con il benessere della salute. Si chiama “Il mio coach di benessere. Smetto di fumare con Allen Carr” ed è disponibile da qualche giorno in tutta Italia per la console Contendo Ds. Il gioco è suddiviso in tre step: si parte dalla scelta del personal trainer, si prosegue con l’inserimento dei dati personali: nome, età, sesso, numero di sigarette fumate al giorno e anno in cui è stata fumata la prima. A questo punto si comincia con la rimozione delle illusioni, una serie di minigame che hanno l’obiettivo di sfatare i miti legati al fumo e alle sigarette. La frase “fumo per sentirmi a mio agio con gli altri” è facilmente smentita da un gioco dove si tenta di rimanere al centro dell’attenzione in una festa dove tutti si allontanano perché sentono il cattivo odore del fumo.

I medici: “Ricetta valida”. “ Da un punto di vista medico il videogioco ha il vantaggio di influenzare l’istinto e la naturalezza, dato che si basa su aspetti della quotidianità legati al fumo – spiega il dottor Claudio Cricelli, presidente della Simg, società italiana dei medici di medicina generale – si tratta quindi di una tecnica comportamentale particolarmente adatta ai ragazzi, poco sensibili a dati clinici e spiegazioni scientifiche, ma più in linea ad assecondare comportamenti naturali in linea con il loro modo di vivere”.