Il Nautico di Genova lo raccoglie e raddoppia

Campagna (Ucina): «Ottanta yacht in più in acqua e crescita in tutti i settori merceologici»

Genova Dal 2008 un Nautico così non s'era più visto. La crisi allenta la morsa ed ecco che Genova si riappropria del nobile ruolo di regina del Mediterraneo. Accanto agli espositori fedelissimi, al 57° Salone, infatti, ci sono altri settanta marchi tra nuovi e vecchi di ritorno, dopo lunghe assenze: Azimut, Arcadia, Baglietto, Bertram, Cantieri del Pardo e Zodiac su tutti.

Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone e regista indiscusso della rassegna, snocciola i numeri.

«E sono numeri importanti - dice - Ottanta unità in più in acqua rispetto allo scorso anno (+8%), il settore vela registra un +3,5%, le barche a motore entrobordo + 14% con oltre 60 imbarcazioni fino a 15 metri. Bene anche i fuoribordo con un +9%. Tra accessori e componenti abbiamo rilevato un +11,8%».

La ripresa si va consolidando e i ricavi del settore registrano un +18% nel primo semestre dell'anno: più sei punti percentuali sulle previsioni che indicavano un +12%.

«Innanzitutto vorrei sottolineare la modalità di lavoro per organizzare il 57° Nautico rispetto al passato - aggiunge Campagna - perché con espositori e fornitori, soprattutto esteri, c'è stato un confronto di costruzione, non già di negoziazione. A conferma del rinnovato interesse per il mercato italiano. Un cambiamento importante, segno di un mercato che ha imparato a muoversi in modo diverso».

Nonostante la crisi, tuttavia, la rassegna di Genova non ha mai perso il suo valore.

«Infatti, è così - continua Campagna - perché appena il mercato ha dato segni di risveglio, tutti i valori sono tornati a livelli importanti. Questo grazie alla forza associativa della nostra organizzazione che ha saputo tenere la rotta giusta negli anni più complicati. Un percorso difficile, che tuttavia ha fatto crescere tutta la struttura organizzativa».

Non solo in termini di esperienza acquisita sul campo, evidentemente: «Certamente, soprattutto in qualità - sottolinea Campagna - un bel salto rispetto alle passate edizioni. Di sicuro oggi ci troviamo di fronte a un Salone che avrebbe bisogno di più spazi espositivi, anche se sono convinto che allo stato attuale la dimensione di questo Salone sia corretta da un punto di vista della planimetria. Se supportato dal mercato, pensiamo a un processo di evoluzione del format. Non abbiamo bisogno di spazi che non siano in diretta correlazione con il waterfront, e quindi con le banchine. Così com'è oggi, il quartiere fieristico di Genova non è proprio il massimo. Sicuramente è una piattaforma molto bella per la sua alternanza terra-acqua. Perciò crescita dimensionale sì, ma limitata. Per scelta, non per necessità. L'importante era ripartire dopo la crisi. Piccola nautica e vela comprese».

AR