La «navetta» di Walter

Silvia Cerioli

Walter Veltroni in genere si lamenta poco, a meno che non si tratti di criticare l’ex premier Silvio Berlusconi, minacciando lo spegnimento dei lampioni pubblici. In questo, la scuola di Enrico Berlinguer ha fatto di lui un ottimo leader. Tuttavia, la campagna per le prossime Comunali si è incrociata con la definizione delle future mosse dell’Ulivo, a cominciare dalla lista dei ministri. Non di tutto, infatti, si può discutere al telefono. Veltroni si è così trovato a fare la spola tra il Campidoglio e la sede dell’Ulivo a piazza Santi Apostoli, dove affianca Romano Prodi nella scelta degli uomini di governo. Un lavoraccio, al quale giustamente Veltroni non vuole rinunciare. È anche così, in fondo, che ci si prepara a fare il premier in un futuro non lontano. L’attività relativa alle Amministrative, però, è altrettanto rilevante e la «navetta» tra i due luoghi, peraltro assai vicini, continua. «Mi ci vorrebbe un passaggio segreto», ha detto scherzando ai suoi collaboratori. Magari un sottopassino in stile Rutelli. La discussione più forte, l’ha sostenuta in questi giorni con Rifondazione comunista, che vogliono un loro uomo ai Beni Culturali. Veltroni, invece, vuole il suo consigliere Goffredo Bettini, presidente di Musica per Roma o, in alternativa, la collega Giovanna Melandri. Bettini sarebbe però la sua prima scelta e, su questo, il leader diessino non intende fare marcia indietro tanto facilmente. «È la personificazione del modello Roma», ha spiegato a Prodi con enfasi. Tanti impegni politici, peraltro, sono un toccasana per Veltroni, tifoso juventino esacerbato di fronte alla cronaca degli ultimi giorni. Con mirabile disinvoltura (sempre la scuola di Berlinguer?) a un giornalista che tentava di farlo parlare sull’argomento, ha risposto: «Mi spiace, non sono aggiornato».