Nba: il Mago, il Gallo e il panchinaro: tre sogni americani

Bargnani insegue l'All Star Game. Gallinari l'anello a New York. Belinelli il riscatto a New Orleans

New York - Il destino li ha subito voluti uno contro l'altro. Gallinari contro Bargnani, il più giovane e forse il più fortunato contro il più vecchio e sicuramente più navigato dei tre. Si apre così la nuova stagione Nba per i nostri italiani che dalla notte scorsa a Toronto hanno potuto finalmente mettere da parte le chiacchiere estive per passare ai fatti. Dopo un'estate spesa a parlare di nazionale, di futuro e mercato dei free agent, finalmente la Nba si lascia andare con la prima palla a due e per i nostri connazionali il tempo di scherzare è definitivamente passato.

QUI BARGNANI Chris Bosh se n'è andato senza sbattere la porta, Hedo Turkoglu, dopo appena un anno nei panni del collante ideale, non ci ha pensato due volte ad ammettere i propri errori e cercare fortuna a Phoenix. Insomma, c'era una volta una squadra di nome Toronto Raptors, una franchigia forte abbastanza da poter importare il modello del basket europeo e cercare di capitalizzarlo con una qualificazione ai play-off che in tre anni non è mai arrivata. Il resto è storia dei giorni nostri o meglio si comincia subito con un Andrea Bargnani calato nei panni del trascinatore e uomo di punta di questa franchigia.

I cattivi continuano a dire che dopo una gestione non troppo felice del proprio potenziale, Toronto da candidata ai play-off dello scorso anno rischia di finire in fondo alla classifica ma lui la pensa in maniera diversa. «Cominciare subito contro il Gallo è sicuramente divertente - spiega il Mago Bargnani - a Toronto siamo tutti curiosi di capire il nostro vero valore e detto tra noi penso che possiamo far bene. Certo la squadra è sicuramente diversa rispetto alle ultime stagioni, ma sono sicuro che riusciremo a dimostrare il nostro valore. Lo scorso anno sono arrivato ad un passo dall'All Star Game, quindi non mi resta che insistere: è inevitabile che se io gioco bene anche Toronto può far bene».

QUI GALLINARI Milano gli ha confermato la cittadinanza onoraria, New York è pronta a vestirlo da sindaco se quanto si sente dire in giro fosse del tutto fondato. Certo, tra il dire e il fare ci sono di mezzo i fantasmi del possibile trade che dovrebbe portare Carmelo Anthony da Denver in maglia Knicks ma è anche vero che più volte durante l'estate Mike D'Antoni ha sempre e solo parlato di Danilo Gallinari come di un giocatore intoccabile per il futuro della sua squadra. «Abbiamo cambiato molto - ha aggiunto lui - e penso che finalmente ci siamo e abbiamo un gruppo all'altezza degli obiettivi societari, vale a dire la conquista dei play-off. Cominciare subito contro Toronto è sicuramente piacevole, peccato solo che dopo la palla a due sarà solo basket e voglia di vincere. Per me questa è una stagione importante ma detto tra di noi voglio solo migliorare e dimostrare di poter fare meglio di quanto dimostrato lo scorso anno. Voglio aiutare i Knicks a vincere l'anello».

QUI BELINELLI L'hanno mandato in punta di piedi a New Orleans dopo che per due mesi New York gli aveva fatto la corte. Si dice anche che Colangelo, che ha in mano la sfera magica dei Raptors, non abbia voluto spedirlo nella Grande Mela per paura che potesse esplodere da un giorno all'altro. Storie di Marco Belinelli, storie di un giocatore che dopo tre anni di purgatorio, finalmente ha trovato una squadra che crede in lui. Per gli amanti delle scommesse, beh lui sarà uno dei giocatori sorpresa della nuova stagione, una parola e un significato che gli danno fin troppo fastidio se si pensa che a conti fatti, non era certo colpa sua se non lo facevano giocare. In prestagione ha girato a venticinque minuti con tredici punti di media a partita. Non male per un panchinaro, intanto Chris Paul, che ad inizio agosto aveva minacciato di volersene andare, da un certo numero di giorni a questa parte sembra aver cambiato idea e parte dei meriti sono anche del nostro "Beli". Insomma provare per credere.