Nei ritratti dei cardinali cinque secoli in porpora

A Palazzo Braschi un viaggio tra le figure più significative della gerarchia ecclesiastica dal XVI al XX secolo

Francesca Scapinelli

È il colore dell’abito dei cardinali, il protagonista assoluto della mostra «La porpora romana. La ritrattistica cardinalizia dal Rinascimento al Novecento», a palazzo Braschi fino al 25 febbraio 2007. Oltre settanta tra dipinti, sculture e fotografie, provenienti sia da musei pubblici che da collezioni private, permettono di compiere un viaggio ideale tra i volti e le figure più significativi della gerarchia prelatizia dal sedicesimo al ventesimo secolo. Esposta nella dimora che fu fatta costruire alla fine del Settecento da papa Pio VI per il nipote Luigi Braschi Onesti, ecco dunque una selezione di opere commissionate ad alcuni dei più celebri ritrattisti delle varie epoche (spiccano soprattutto i nomi di Raffaello Sanzio, cui è attribuito il ritratto del cardinale Alessandro Farnese, di Caravaggio e di Guido Reni, autore della tela su Berlinghiero Gessi), per capire l’evoluzione del genere-ritratto e, allo stesso tempo, potervi leggere le vicende della Chiesa cattolica nel contesto della storia europea.
Si va dalla ritrattistica cinquecentesca, fedele allo schema fissato da Raffaello nel ritratto di Papa Giulio II conservato a Londra, a soluzioni più nuove, come quella che lo stesso maestro urbinate inaugura intorno al 1511 con la posa del futuro papa Paolo III, prestata al Museo di Roma dal Museo di Capodimonte a Napoli: quell’Alessandro Farnese, appunto, che sta in piedi e tiene in mano una lettera, sullo sfondo di un’apertura sul paesaggio. La missiva si ritrova in tanta ritrattistica anche del Seicento, a simboleggiare la missione evangelizzatrice del cardinale. Tra i tanti personaggi illustri che il visitatore incontrerà, si possono citare Leopoldo de’ Medici, ritratto in età barocca da Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio; Giulio Rospigliosi, dipinto a figura intera da Giovanni Maria Morandi. Per l’Ottocento, ecco l’Ercole Consalvi del ritrattista inglese Thomas Lawrence e l’Angelo Mai raffigurato da Francesco Podesti e, nella sezione novecentesca, il cardinal Giovan Battista Montini di Silvio Consadori. Non manca uno scultore raffinato come Giacomo Manzù, con il suo cardinale seduto, in bronzo, dalla veste voluminosa. «Dopo quella sulla ritrattistica papale - osserva l’assessore alle Politiche culturali del Comune Gianni Borgna - un’altra mostra racconta l’arte in stretto rapporto con la storia di Roma. Rispetto ai papi, i cardinali sono soggetti che lasciano agli artisti più libertà interpretativa: si veda ad esempio, nel Novecento, il Cardinal Decano di Scipione, visionario e quasi felliniano». In mostra anche una serie di scatti di Marco Delogu, tra cui un intenso primo piano di Joseph Ratzinger. La mostra è a cura di Maria Elisa Tittoni e Francesco Petrucci.
Museo di Roma, piazza San Pantaleo 10, dal martedì alla domenica ore 9-19. Biglietto intero 9 euro, ridotto 5,50 euro. Info: 06.82059127.