Nei suoi quadri l’anima: in esposizione il mondo della Cappello Angellotti

I colori diventano i contesti delle sfumature dell’inconscio

Anna Maria Tarantino

Sorprende davvero la produzione artistica di Rita Cappello Angellotti che ha presentato recentemente una rassegna di opere allo stadio dei Marmi all’Eur. I suoi dipinti esprimono dolore, rabbia, estasi, gioia: tutte emanazioni del cervello, del cuore, dell’anima. È ormai certo che le emozioni cambiano la chimica del nostro corpo, come vibrazioni che irradiano dall’interno all’esterno e viceversa, in un mutuo eterno rapporto. Rita Cappello Angellotti percorre questa strada: quella di dare visibilità alle emozioni. E lo fa attraverso i colori, cromatismi meravigliosi. L’urlo o la gioia si trasformano nelle sue opere in cromatismi irradianti, mentre i colori diventano i contesti delle sfumature dell’anima.
In queste opere figurano le grandi icone dell’umanità: figure senza tempo come pulcinella, arlecchino, tristi volti, insiemi di maschere dove ognuno rappresenta qualcuno. Angellotti, si pone, come occhio esterno. Inquadratura oggettiva, ma straordinariamente sofferta e partecipata, di quel momento cosmico. Il momento in cui ogni figura vibra dentro se stessa, quasi fosse strumento di infiniti suoni e quella partitura di colori nelle innumerevoli variazioni e combinazioni, ritorna all’autrice che l’ha generata perché le emozioni delle sue creature-creazioni sono le sue.
Ci si trova di fronte ad una pittura poetica dunque, fatta di tradizione classica e allo stesso tempo di illuminazioni e «squarci» che si susseguono come una rapsodia. Ogni tela di questa nobile signora ci parla di una vocazione dirompente: i suoi cieli sono appesantiti di nubi, come la vita ma, le sue materie sono dolci e tenere, i volti fragili e sinceri, come inseriti in una realtà lattiginosa.
Ad ogni pennellata la pittura si carica di vita e di tensione, ma anche di viva nostalgia. Si tratta di un mondo prima dimenticato per poi essere riscoperto. La vita di questa artista che ha partecipato a mostre in tutto il mondo, scorre a ritmo veloce: ardori, slanci, sconfitte e battaglie vinte. Una vita spesa senza riserve che invita ad alcune riflessioni sul vivere d’oggi: le speranze, i sogni, le possibilità. La sua la trova nell’arte dove ritrae eroi ed eroine che vivono la «favola» del quotidiano e, quotidianamente combattono in un mondo che ha saputo riconoscere le pressanti istanze, i bisogni dell’animo umano ma ancora non riesce ad appagarli nelle singole situazioni concrete. Le maschere tipiche di pulcinella, arlecchino, colombina sono gli «eroi», che, mettendo in gioco tutta la loro esistenza inseguono qualcosa di profondo. C’è molto, nella pittura di Angellotti, il rapporto tra interno ed esterno, tra anima e corpo.
Prosegue la vita delle figure «emblema» dentro o fuori la tela, vibrazioni caleidoscopiche dell’anima di chi crea intorno all'anima del mondo.