Nel basket Usa arriva il russo che vuol fare l’americano

CONTROLLI La Nba prevede procedure rigidissime per i passaggi di proprietà

Incapaci di tradurre in inglese il celebre detto nostrano «Francia o Spagna, purché se magna», forse gli affamati New Jersey Nets passeranno direttamente alle derrate russe. Mikhail Prokhorov, 43 anni, 2.05 di statura, ritenuto il quarantesimo uomo più ricco del mondo, ex finanziatore del Cska Mosca, avrebbe fatto un'offerta per l'acquisto della squadra Nba. Assicurando anche con l'emissione di obbligazioni i fondi per la costruzione del nuovo impianto, a Brooklyn, nel quale i Nets dovrebbero trasferirsi dall'autunno del 2011 come da piano ormai quinquennale, procedura che dalle parti di Mosca dovrebbero ricordare bene. Quel che è curioso è che i Nets verrebbero acquistati per un misero dollaro (altre voci parlano però di una semplice quota di minoranza, mentre di 700 milioni sarebbe il contributo per il Barclays Center, inserito in un complesso di edifici con appartamenti e uffici ad una decina di minuti di metropolitana da Manhattan).
Si tratterebbe, secondo l'attuale proprietario Bruce Ratner, della mossa decisiva per il rilancio dei Nets, che da anni giocano nelle terre desolate delle Meadowlands, luogo non attraente per i non molti tifosi della squadra e per gli spettatori occasionali che costituiscono la percentuale maggiore dei presenti alle partite: pochini, comunque, visto che nel 2008-’09 c'è stato un calo del 29% nei biglietti venduti, peggior percentuale dell'intera Nba. Addirittura, per le partite più attese della stagione 2009-’10, i Nets hanno ideato una serie di mini-abbonamenti i cui acquirenti riceveranno in omaggio una serie di magliette double-face: colori e nome di un giocatore dei Nets su un verso, di un avversario famoso (Bryant, ad esempio) dall'altro.
Umiliazioni in attesa dello spostamento a Brooklyn, appunto: progetto discusso e con molti oppositori, compreso chi ritiene che Ratner, costruttore edile, sia unicamente interessato ad un terreno situato in posizione favorevole, curiosamente la medesima nella quale ormai mezzo secolo fa Walter O'Malley, padrone dei Brooklyn Dodgers, voleva costruire il nuovo stadio da baseball. Preso atto delle difficoltà burocratiche, O'Malley portò i Dodgers a Los Angeles, qui si tratta invece di far rientrare i Nets nella città dove sono nati, New York, e rilanciarli come alternativa semi-metropolitana ai Knicks.
La crisi economica aveva portato Ratner già in luglio ad ascoltare offerte, e in quel momento era uscito originariamente il nome di Prokhorov, che aprirebbe una strada nuova nel mondo dello sport Usa, visto che nessuna squadra ha un proprietario straniero. Va detto che la Nba ha procedure molto rigide: chiunque acquisti un club viene sottoposto ad un rigoroso controllo personale e professionale, e in passato sono stati respinti personaggi apparentemente credibili ma dalla condizione finanziaria non solidissima. Qui sarebbe ancora più complesso, visto che nel 2007 Prokhorov venne addirittura arrestato (ma rilasciato dopo pochi giorni senza la formulazione di un'accusa) per avere procurato prostitute ad amici durante una vacanza in Francia, ma le prospettive sono intriganti: proprio la zona sudoccidentale di Brooklyn è residenza di centinaia di migliaia di russi, potenziali spettatori se venisse applicata una politica saggia di prezzi.