Nel «Medico in famiglia» senza scandali gay arriva anche Kabir Bedi

La quinta serie da giovedì su Raiuno. Saccà: «Non ci sono coppie di fatto». Nel cast anche Carole André---

da Roma

Agostino Saccà non mena il can per l'aia. Anzi: la questione l'affronta di petto. Come farne a meno, del resto, se l'argomento viene strillato da settimane da tutti i giornali? «Ultimamente sui quotidiani abbiamo letto titoli di questo tipo: “L'amore gay sconvolge il medico in famiglia”, “La prima coppia di fatto omosessuale della fiction italiana”. Beh - taglia corto il direttore di Rai Fiction - non è vero nulla. Eppure, malgrado le precisazioni mie e della sceneggiatrice Paola Pascolini, Lino Banfi è stato aggredito, sbeffeggiato, attaccato. Per questo è ora mio dovere chiarire con forza l'equivoco». Equivoco grosso, che rischiava di sottrarre alla popolarissima fiction la rassicurante patente di affidabile prodotto per famiglie. «Il personaggio del medico gay, Oscar, interpretato da Paolo Sassanelli, era da tempo nella serie. Negli scorsi episodi aveva avuto una fugace relazione con la sua amica del cuore, Agnese, dalla quale era nata una bambina. Quando Agnese parte come volontaria Ong, il padre la tiene con sé, ma senza coinvolgerla in alcun modo nel rapporto omosessuale che ha col suo compagno. Quindi niente “coppia di fatto” e niente adozione di una bambina da parte di due gay». Il resto della conferenza stampa che ieri sera in Rai ha presentato il ritorno di Un medico in famiglia, con la quinta serie in onda da giovedì 15 in prima serata su Raiuno, è marciato su binari più tranquilli. «Dieci anni della serie più longeva d'Italia, escluse quelle poliziesche - calcola Saccà -. Mentre questa è una family comedy unica nel suo genere, che racconta la vita per quello che è». Un medico in famiglia non è una favola, ma «una serie di storie verosimili», spiega la sceneggiatrice Pascolini. La principale novità riguarderà Nonno Libero, che diventerà addirittura sindaco, anche se solo di una frazione della città, sorta alle spalle della sua villetta, chiamata Poggiofiorito e appena divenuta Comune. L'altra è la presenza di Kabir Bedi, l'ex Sandokan degli anni 70, che interpreta un esotico vicino di casa della famiglia Martini, intenzionato ad aprire nelle vicinanze un ristorante indiano. «Sono felice che dopo trent'anni la Rai mi abbia finalmente dato un ruolo in una serie lunga. Spero che non ne passino altri trenta prima di un'altra». Il personaggio, spiega Bedi «è quello di un emigrante, che presto entrerà in conflitto con Libero a causa di una personalità troppo diversa e dello stesso ristorante, i cui profumi orientali disturbano le narici di Lino Banfi. Ma la vera curiosità è che del cast faccia parte, accanto a Sandokan, anche Carole Andrè, ovvero la mitica Perla di Labuan: «Erano trent'anni che non lavoravamo assieme. Io apparirò a sorpresa nelle ultime due puntate, al suo fianco - anticipa l'attrice -. E tornare a recitare con Kabir è stato per me come tornare a vedere gli amici di scuola». Lui non ne sembra meno entusiasta: «Al mio ultimo compleanno ci siamo ritrovati io, Carole e Philippe Leroy, che faceva Yanez. E' stato fantastico».
Quanto al futuro della serie, l'annuncio di Lunetta Savino di non voler partecipare all'edizione numero sei, non sembra scalfire l'imperturbabile Banfi. «A differenza di molti miei colleghi io non temo di restare inchiodato ad un personaggio di successo. E anzi sono felicissimo che la gente per strada mi chiami Nonno Libero. Vorrà dire che, per attrarre il pubblico, prima o poi gli sceneggiatori mi faranno morire. Scommetto che in quella puntata batteremmo tutti i record d'ascolto».