Nerone e Attila Ora Superquark racconta i grandi tiranni

RomaCi sono nomi che, da soli, bastano a evocare il simbolo del potere. Nerone, ad esempio; o Attila. Ma cosa c’è dietro quei nomi? Fedele al proprio, inimitabile stile, Piero Angela torna a mescolare divulgazione e cultura con gli Speciali Superquark che - il 23, il 30 dicembre e il 5 gennaio, in prima serata su Raiuno - ci racconteranno, appunto, Il segno del comando: le vite e i segreti di tre potenti della storia. L'imperatore Nerone, il re degli Unni Attila, il grande samurai Shogun. «Sono figure di uomini che hanno dominato, caratterizzandole, le proprie epoche. Ma che non sempre sono conosciute per quel che furono realmente - spiega il giornalista - Nerone, ad esempio. Tutti lo ricordano quale il pazzo incendiario che distrusse Roma; ma la verità storica ce lo racconta anche come giovane appassionato d’arte e di bellezza. E prima di diventare un despota crudele, egli fu beneamato dal popolo per la riforma tributaria e monetaria con cui sostenne i meno abbienti. Racconteremo allora tutta la sua vita, dall’infanzia al suicidio, avvalendoci dello sceneggiato della Lux Vide e di prestigiosi esperti, oltre che di alcune riprese esclusive effettuate nella Domus Aurea, e presso l’ultima scoperta neroniana fatta sul colle Palatino: la base della famosa sala da pranzo rotante dell'imperatore». Una leggenda sostanzialmente negativa avvolge anche il nome di Attila: «A capo di un’armata di tribù disorganizzate come bande di banditi, osò sfidare l'efficientissimo esercito dell'impero romano, e arrivò a mettere a ferro e fuoco tutta l'Europa. Andremo sulle sue tracce ad Aquileia, una delle città investite dalla sua furia distruttiva, dove troveremo un lampadario di bronzo, unico reperto sopravvissuto all’incendio con cui il re degli Unni distrusse la basilica della città. Quindi visiteremo i meravigliosi mosaici di Ravenna e passeggeremo sulle rive del Mincio, dove ebbe luogo lo storico incontro con l'unico uomo che riuscì a fermare “il flagello di Dio”: papa Leone I». Ma certo la figura meno conosciuta al grande pubblico, è quella di Shogun: «Il grande samurai, il cui vero nome era Ieyasu Tokugawa, e che nel 1600 riunificò il Giappone, fino a quel momenti diviso in miriadi di clan, divenendone il capo assoluto. Anche in questo caso una fiction (realizzata dalla Bbc) ci aiuterà a ripercorrere i capitoli di una vita avventurosa. Abbiamo seguito i suoi viaggi da una città all’altra dell’antico Sol levante, assistito alla costruzione delle spade dei samurai, le katana, secondo l’autentico sistema allora in uso, nonché intervistato gli unici discendenti diretti ancora viventi del grande Shogun: una geisha, un maestro di kendo, un attore di teatro kabuki».