Un «nido d'acqua» con palazzi storici arte e tanta cultura

La città belga sembra un set per un film su Mary Poppins. Tetti spioventi, laghetti, canali e case medievali, pinnacoli e statue

Dora Ravanelli

C'era una volta, e c'è ancora, Bruges o Brugge, 90 km a nord-ovest di Bruxelles, 7 km di canali che la solcano, 20.000 abitanti, patrimonio Unesco, case a pignone, palazzi, chiese, ponti, quartieri intatti, e che dispiegano bellezza dal Medioevo in poi. Chi cerca la «summa» degli stili nei secoli, trova tutto qui, in un fazzoletto di terra. E' speciale, anche perché, uscendo dal centro, ci si ritrova, percorsa Vlamingstr. (al 52, Antiek Theatergalerij, mobili e oggetti dell'800), in quartieri di carattere, specie per gli italiani: dimore e vie «intestate» a genovesi, fiorentini, veneziani. Mercanti, naturalmente. E ovunque canali che, fino al 600, collegati al mare, garantivano lo sbarco di merce sulle banchine. La casa di messer Vanderbuerze (da cui Borsa; ma ci sono altre ipotesi sul nome), ora un edificio dei primi 900, se ne sta quasi a fianco di un palazzo trecentesco, sede del Musée des Frites, le celebri patatine a listarelle.

In Akademiestr, ecco la statua dell'Orso, simbolo di Bruges, in una nicchia sulla Loggia dei Borghesi. E' aperta al pubblico fino al 16.IX, perché sede operativa della Triennale «La città liquida», installazioni e opere di artisti internazionali che suggeriscono un nuovo modo di vivere la realtà urbana (www.triennalebrugge.be). Al n. 7 di Genthof una delle due case medievali in legno rimaste. In Pottenmakersstr., i resti della prima fortificazione (1127). In Ezelstr., il polo di uno shopping di qualità tra costruzioni del 700: al n. 92 la Chocolaterie Spegelaere, cioccolatini su ricette segrete; al n. 33, F. van Pamel, oggettistica esclusiva in un atelier da sogno; al n. 27, KinGin, oro e argento lavorati in forme straordinarie; al n. 21 Kok au Vin (tel. +32. 50.339521), ristorante moderno, piatti creativi con prodotti locali cucinati da Aerts Juergen.

Tutte le strade portano al Markt, l'ariosa piazza del mercato (mercoledì), case medievali colorate, il trecentesco campanile Belfort. A un isolato, il Burg: il municipio con la Sala gotica riccamente dipinta; statue e stucchi dorati; la Basilica del S.to Sangue: sopra, la cappella gotica col presunto sangue di Cristo; sotto, quella di S. Basilio, romanica, con rare manifatture. Aria di shopping in Breidelstr. 18: l'orafo P. Quijo ha una tecnica esclusiva di lavorazione «a pizzo». In Wollestr. 53, in vendita le 1.132 birre belghe. Poi un incastro di canali e ponti con case «pieds-dans-l'eau», lunette con bassorilievi sulle facciate. Si alloggia nel Romantic luxury hotel The Pand (www.pandhotel.com, 26 camere e suite di charme, da 200 euro), dimora settecentesca, mobili e complementi antichi. Se si costeggia il canale Dijver (nel week-end, il mercato antiquario), si apre un quartiere verde di giardini e azzurro d'acqua. Un concentrato di bellezza e cultura. Il Groeninge Museum espone il meglio dei pittori fiamminghi (Bosch, Van Eyck, Memling). Il giardino Arnets fa da sfondo all'attiguo quartiere Bonifacius, come un quadro con case secolari in mattoni, ponti di pietra, fronde maestose. Di un romanticismo struggente. In un'abitazione del 500, il B.&B. Bonifacius (www.bonifacius.be), 3 stanze e una terrazza con vista superba. Di fronte, il ristorante di tradizione Den Gouden Harynck (tel. +32. 50.337637). Nella vicina Chiesa di Nostra Signora una statua marmorea di Michelangelo.

Il duecentesco Ospedale S. Giovanni ospita teche con trattati e strumenti medici (da paura!), un reliquario e tele di Memling. Nel cortile la farmacia: albarelli, bilancini, pestelli, bancone originali. In piazza Walplein, De Halve Maan, birreria dal 1856; la birra Zot arriva dalla fabbrica in tubi interrati per 3,2 km. Il silenzio è padrone nel quartiere del Beghinaggio, dai tempi delle Crociate, per proteggere le spose lasciate sole dai cavalieri. Intorno a uno spiazzo verde, casette bianche addossate e una chiesa. Una forma di «sorellanza ante-litteram». Forse l'arte del merletto, ad ago o a tombolo, è nata qui (pizzi da Kantjuweeltje, Philipstockstr. 11, e da Apostelientje, davanti al Museo dei merletti). Raffinata concessione alla modernità: la Concertgebouw, sala concerti, 1.629 posti, acustica perfetta, visitabile. Bruges non è disposta a «snaturarsi» oltre. E va bene così.

Info: Ente turismo Fiandre, www.turismofiandre.it; Ente turismo Bruges, www.visitbruges.be; voli per Bruxelles: Brussels Airlines, www.brusselsairlines.com.