Nolan Morto, lo scrittore prodigio che diventò una canzone degli U2

A 15 anni, nel 1981, scrisse il suo primo libro di poesie, Dam Burst of Dreams, e a 22 vinse il prestigioso Whitbread Prize con il racconto autobiografico Under the Eye of the Clock. Un bambino prodigio? L’irlandese Christopher Nolan era qualcosa di più. Un ragazzo disabile, nato con una paralisi cerebrale, ma che ha sconfitto il suo handicap contro tutte le leggi della natura. Nolan (qui in una foto del 1988, quando conquistò il premio) se n’è andato ieri, a 43 anni, in un ospedale di Dublino; era delicato ma di ruvida schiatta irlandese, come i suoi amici U2, che frequentò ai tempi della scuola e che, nel 2005 - nell’album How to Dismantle an Atomic Bomb - gli dedicarono il brano Miracle Drug.
Alla Mount Temple School, Bono e i suoi compagni furono profondamente colpiti da quel giovane che comunicava soltanto muovendo gli occhi. «Quando nacque rimase senza ossigeno per due ore - ricorda Bono - e nacque paraplegico. Sua madre però era convinta che capisse ciò che gli veniva insegnato, e non smise mai di dargli lezione. Grazie a nuove medicine e a uno strano congegno cominciò a muoversi e a scrivere a macchina. Così l’amore di una mamma e le conquiste della scienza hanno partorito un genio».
Un genio sponsorizzato dal poeta premio Nobel Seamus Heaney e dallo scrittore Ian McEwan, che lo hanno trascinato alla vittoria del Whitbread. Under the Eye of the Clock (Sotto l’occhio dell’orologio) è un racconto fortemente autobiografico sul mal di vivere di Joseph Meehan, giovane handicappato dalla nascita. La storia commosse i giurati che per la prima volta premiarono uno scrittore che non poté pronunciare il discorso di accettazione. Nolan - da non confondere con l’omonimo regista (autore del recente Il cavaliere oscuro) - al di là della sua malattia era molto amato dalla critica angloamericana che arrivò a paragonare le sue poesie a quelle di Yeats, e ha ricevuto decine di premi e riconoscimenti (da personaggio dell’anno in Irlanda alla Medaglia d’eccellenza dell’United Nations Society of Writers). Chiuso in se stesso e nella sua sofferenza, è riuscito con la sua fertile fantasia a raccontare la saga di una avventurosa famiglia irlandese, attraverso tre generazioni, nel romanzo The Banyan Tree del 1999, il suo testamento letterario.
Da tempo Christopher non scriveva, ma i circoli culturali e i suoi vecchi amici U2 non lo hanno mai dimenticato e nel brano Miracle Drug scrivono: «Voglio fare un viaggio nella tua testa / passarci un giorno / per ascoltare le cose che non hai detto / e vedere ciò che potresti vedere / Voglio sentirti quando chiami / provi qualcosa? / Voglio sentire i tuoi pensieri prendere forma... / Mi arrenderei per un miracolo, per una droga miracolosa».