«Non abbiamo nulla a che fare con gli abusi sui bambini della Olga Rovere»

La maestra Patrizia Del Meglio e il marito Gianfranco Scancarello, indagati nell'inchiesta sui casi di pedofilia nella scuola materna di Rignano Flaminio, ribadiscono la loro innocenza davanti al pm di Tivoli Marco Mansi

Sono accusati di reati gravissimi e rischiano di finire sotto processo per atti osceni, maltrattamenti, sequestro di persona, sottrazione di persone incapaci, violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenni. Tutto ai danni dei bambini di una scuola materna, la Olga Rovere di Rignano Flaminio. Ma la maestra Patrizia Del Meglio e il marito Ginfranco Scancarello, autore tv, dopo aver ricevuto dalla Procura l'avviso di chiusura delle indagini, l'atto che solitamente precede una richiesta di rinvio a giudizio, sono stati interrogati su loro richiesta dal pm di Tivoli Marco Mansi, che li accusa assieme alle maestre Marisa Pucci e Silvana Malagotti. Durante il faccia a faccia con il magistrato hanno ribadito con forza la loro innocenza, cercando di mettere in evidenza le incongruenze dell'inchiesta. Secondo i due indagati, difesi dagli avvocati Francesca Coppi e Roberto Borgogno, le descrizioni fatte dai bambini sentiti in sede di incidente probatorio dal gip Elvira Tamburelli, non sarebbero riconducibili a loro. E i contenuti delle loro deposizioni sarebbero privi di riscontri oggettivi.
Scancarello ha chiesto al magistrato come fa a trovarsi in questa situazione e perché ha dovuto subire 17 giorni di carcere dal momento che nessuno dei bambini abusati ha mai fatto il suo nome durante gli interrogatori, nè lo ha mai descritto. E lui, peraltro, era sempre a Roma per lavoro. Sua moglie, che viene descritta dai bambini in diversi modi, ha ribadito invece che le sarebbe stato impossibile prelevare i piccoli e portarli fuori dalla scuola durante l'orario di lezione, come sostiene l'accusa, perché erano in classe della collega Pucci, il cui turno finiva alle 12,30, mentre lei lavorava fino al pomeriggio. Se l'impostazione della Procura fosse corretta avrebbe dovuto lasciare i bambini da soli in classe.
Ora il pm dovrà tenere conto anche di queste deposizioni prima di decidere se chiedere il processo o sollecitare l'archiviazione, come è stato già fatto per gli altri tre indagati: la bidella Cristina Lunerti, la maestra Assunta Pisani e il benzinaio cingalese Kelum Da Silva. Il 6 maggio è fissata la camera di consiglio del gip di Tivoli che deve decidere se farli uscire di scena definitivamente.