«Non accettiamo la logica di due pesi e due misure»

Daniele Petraroli

Erano un centinaio a piazza Venezia ieri pomeriggio. Tutti per protestare contro uno sgombero ritenuto ingiusto e «fazioso», voluto fortemente dal sindaco Walter Veltroni. I ragazzi del «Foro 753» non si arrendono. Da martedì hanno perso il «loro» stabile, quello di via Capo d’Africa ma da allora hanno spostato per strada la loro battaglia. Prima nel parco del Celio, dove martedì sera si è svolta nonostante lo sgombero della mattinata una conferenza sulla fecondazione assistita, e ieri di fronte al Campidoglio per sollecitare la Giunta a trovare un nuovo spazio per le loro iniziative.
«Non accettiamo la logica dei due pesi e delle due misure e la repressione degli spazi liberi - ha spiegato Marco Veloccia, responsabile dell’associazione “Foro 753” e presidente del comitato di quartiere Labicana-Celio -. Lo stabile poi era già stato adibito e funzionava proprio per gli usi indicati dal sindaco. C’era una palestra e spazi per bambini e anziani. Così il nostro sgombero pare rispondere a pregiudizi politici e culturali». Il sindaco martedì aveva parlato di nuovi spazi per il «Foro». «Per il momento non c’è stata alcuna proposta concreta, certo il dialogo continua», ha concluso Veloccia.
Molte bandiere tricolori dietro lo striscione «Non si sgombera un’idea» e altrettante sigle «non conformi» tra i promotori della manifestazione: «Azione sociale», «Casa Pound» e «Radio Cuore Tricolore». Tutti a difendere il «Foro 753» e a chiedere lo stesso trattamento per chi fa politica a destra. «Vogliamo precisare che la nostra non è una manifestazione finalizzata allo sgombero delle occupazioni di sinistra - le parole di Simone di Stefano, presidente di “Casa Pound” - vogliamo invece far presente che esistono spazi sociali anche a destra che devono essere tutelati come gli altri».
Non è servita neppure una raccolta di firme tra gli abitanti del quartiere a fermare lo sgombero. Oltre 3mila persone, tra cui intellettuali e politici, hanno chiesto l’assegnazione del palazzo di via Capo d’Africa ai ragazzi del «Foro» senza riuscire però a fermare le forze dell’ordine. «In città ci sono oltre 40 centri sociali di sinistra che godono di un’impunità assoluta - ha commentato il consigliere regionale di Alleanza nazionale Pietro di Paolo, presente in piazza Venezia - c’è necessità ora di trovare spazi sociali che possano essere messi a disposizione anche di altre realtà come il Foro 753. Quando furono sgomberati l’“Astra” e il “Blue Cheese”, entrambi di sinistra, il Campidoglio aveva già trovato soluzioni alternative per gli occupanti».
Sembra invece vicina una soluzione per «Radio Cuore Tricolore». «Ho sospeso lo sciopero della fame perché la settimana prossima dovrebbe essere firmato il contratto per riprendere le trasmissioni - ha detto il vicepresidente del consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma di An - trovo invece intollerabile che sia stata usata intransigenza e prepotenza nei confronti dei ragazzi del “Foro 753” mentre i centri sociali di sinistra a Roma dettano legge». Ora tocca al sindaco dar seguito alla promessa di trovare una sistemazione per il «Foro». I ragazzi attendono spazi adeguati per le iniziative sociali già apprezzate dagli abitanti del quartiere Celio.