Non scordiamoci che loro vogliono dominare il mondo

L’islam è un’ideologia che persegue il controllo del mondo. Non è solo una religione, è una dottrina politica imperialista. Ha tentato di conquistare l’Europa due volte. La prima volta fu respinto da Carlo Martello a Poitiers nell’anno 732, la seconda volta nel secolo XVII fu sconfitto già alle porte di Vienna. La nuova ambizione di conquista dell’islam è rinata in Egitto nel 1920, e per molti leader islamici il momento attuale è propizio per un terzo tentativo.
Come si vantò una volta il presidente algerino Boumedienne, il mondo islamico ha nell’utero delle proprie donne le armi che domani conquisteranno l’Europa. La crescente ostilità degli islamici verso l’Occidente è precedente il conflitto palestinese e data perfino a prima del colonialismo. Di sicuro la vicenda palestinese negli ultimi tempi ha fatto da catalizzatore dell’odio, ma se si risolvesse domani, quell’odio resterebbe intatto. L’Europa viene anche disprezzata perché è diventata fragile e debole. La sua permissività la induce all’indulgenza e la trasforma in una preda facile.
L’islam è ipocrita per principio. È legittimo mentire in certe circostanze, quando si servono gli interessi dell’islam. Si può perfino ostentare un ripudio della violenza totalmente falso. Naturalmente ci sono imam e Stati e cittadini musulmani che non appoggiano la violenza, ma non sono la maggioranza.
L’islam infatti vede la propria missione in Europa nella fase cosiddetta del dar-al-harb. Cioè si vede alla ricerca di zone che sono pronte ad essere conquistate, come la Francia, il Belgio, il Regno Unito, l’Italia. Gli studiosi più illuminati spiegano che è stato proprio il dialogo euro-arabo a portare alla graduale ma inesorabile trasformazione del continente europeo in una strana poltiglia asservita alle esigenze e alla cultura del mondo arabo.
Tutto, per esempio secondo Bat Ye ’or, la grande scrittrice di Eurabia, che ispirò l’ultima Fallaci, avrebbe avuto inizio con la crisi petrolifera del 1973 e con il progetto ambizioso di costruire un asse geopolitico e ideologico alternativo a quello americano e atlantico. In un arco di tempo relativamente breve l’Europa così ha sacrificato la sua indipendenza politica, oltre che i suoi valori culturali e spirituali, in cambio di garanzie in gran parte dimostratesi false contro il terrorismo e in cambio di qualche vantaggio economico.
L’islam detesta la donna, nel senso che la donna può vivere solamente rinchiusa, segregata, priva di qualunque strumento di emancipazione. Ne abbiamo avuto la dimostrazione anche in Italia e in tutto il resto d’Europa negli ultimi anni. Qualsiasi donna, qualsiasi ragazza che, educata secondo i principi europei, abbia tentato la sorte, ha rischiato la vita, torture, botte, e qualche volta è stata ammazzata.
Qualsiasi seria documentazione ampia e minuziosa può ricostruire la deriva dagli anni del pieno funzionamento del dialogo euro-arabo alle scelte perverse più recenti sul piano della politica estera: una ideologia antisemita e antisionista, la demonizzazione di Israele e degli Stati Uniti, lo sdoganamento del terrorismo islamico e di Yasser Arafat, fino alle recenti leggende metropolitane e ai tentativi di bugie sull’attentato dell’11 settembre e su quelli che sono seguiti a Madrid e a Londra. Questa politica naturalmente ha condotto e conduce alla mancata integrazione degli immigrati musulmani e al proliferare di cellule terroriste islamiche in tutto il continente europeo.
Tutto questo si può dire in semplicità e crudezza nelle parole di una dizionario. Basta leggerlo.