«Non sono pazzo ma amo la vita È per questo che ne vorrei due»

Parla il primo italiano che ha prenotato il congelamento

Avvocato Vitto Claut, lei è il primo ad avere firmato il contratto per farsi ibernare. Ma come le è venuta questa idea?

«Ero negli Stati Uniti, nel 2003. Ho letto Non uccidere di Fabrizio Del Noce. Il libro dedica un capitolo al centro Alcor e la cosa mi ha molto incuriosito. Allora mi sono informato».

Ed è stato a visitare il centro in Arizona?

«Sì, ho anche visto i tewar. Io che sono friulano li chiamo barilot. Prima erano di acciaio, ora sono di alluminio. Deve vedere che serietà».

Ma la sua è paura della morte o semplice curiosità?

«Amo la vita così tanto che ne voglio vivere due. E magari mi farò ibernare anche alla fine della mia seconda vita se si potrà. È un peccato morire. Mi piace vivere intensamente, ho girato tutto il mondo e parlo sette lingue».

Bene, quindi non avrà problemi ovunque la scongeleranno.

«Eh, speriamo di ricordarne almeno una. E soprattutto speriamo di esserci».

Porterà con sé qualche oggetto?

«Niente di niente. Non mi servirà. È come quando conserviamo in cantina i libri del liceo, sappiamo benissimo che non ci serviranno né mai li consulteremo».

Nemmeno la foto di una persona importante?

«Sono single, andrò nel futuro a cercare la donna ideale».

E, se mai si sveglierà, di cosa vivrà?

«Non c'è problema. Dei miei amici mi hanno già acquistato un terreno su Marte, venti sterline ad acro. Ci andrò nel fine settimana».

Come si immagina il mondo fra trecento anni?

«Vivremo sottoterra, in superficie farà troppo caldo. E mangeremo solo pillole, mica la cacio e pepe».

Immagino che in tanti la prendano per matto.

«Sì, la prima a dire che ero matto era mia madre. Ma non m'importa. In Italia c'è molta insensibilità su questo tema, io e la mia associazione invece stiamo cercando di far cambiare la legge in vigore».

Ci spieghi.

«Per rilasciare il certificato di morte in Italia bisogna aspettare 24 ore dal decesso. Troppe perché il trattamento di ibernazione abbia successo. Chiediamo di abbattere questo limite per chi firma i contratti di criogenica, è un diritto».

Tutto ciò suona come qualcosa di fantascientifico.

«A me nemmeno piacciono i film di fantascienza. È tutto possibile. Fra dieci anni scongeleranno il primo uomo ibernato e gli scienziati americani vogliono arrivare a congelare il Dna di chi vorrà. La scienza sta facendo passi da gigante e tra poco i corpi potranno essere congelati a -140° e non più a -196».

Avvocato, grazie per l'intervista e... una volta nel futuro mi saluti i miei pro pro pro nipoti.

«Lo farò. Però restiamo d'accordo così. Me lo ricordi in una lettera. La invii pure al centro Alcot in Arizona. La metteranno di fianco al mio barilot».

MaS