Al Nord soffia il vento della Cdl: dal Veneto alla Lombardia, l'elettorato "avvisa" Prodi

Il centrodestra avanza nelle aree più industrializzate d'Italia e anche il calo dei votanti delusi ha punito l'Unione: doppio segnale negativo per il governo. E l'analisi che arriva da Fi la dice lunga sulle difficoltà dell'esecutivo: è una valanga di voti che punisce il governo delle tasse. Commenti e reazioni del centrodestra

Roma - Calano i votanti, avanza la Cdl. Con due ma: il primo è che il temuto crollo della partecipazione al voto, che ieri sembrava evidente, si è molto ridimensionato, riducendosi a un calo di un paio di punti; la seconda è che l’avanzata del centrodestra soprattutto al Nord è una realtà (nella foto il candidato della cdl Mariani, in largo vantaggio a Monza sul sindaco uscente della sinistra, faglia), solo parzialmente bilanciata da alcuni significativi successi del centrosinistra. Questi i primi due elementi che appaiono dai dati ancora molto parziali di un voto amministrativo che ha coinvolto circa 10 milioni di aventi diritto dal Piemonte alla Sicilia. La prima osservazione riguarda i votanti: rispetto alle precedenti amministrative, nelle comunali si è passati dal 77 al 75% circa, flessione che non giustifica le analisi dove già si parlava di forte disaffezione dalla politica, in linea con la cosiddetta avanzata dell’antipolitica di cui si parla da giorni, in particolare dopo la relazione di Luca Cordero Montezemolo all’assemblea della Confindustria.

Al Nord soffia il vento della Cdl
Il centrodestra avanza, e l'elettorato, soprattutto quello del Nord manda un "avviso" a Prodi e alla sua maggioranza. C'è il ribaltone a Verona, strappata alla sinistra, c'è Monza anch'essa strappata alla sinistra, forse si va al ballottaggio nella "rossa" Sesto San Giovanni, e poi ci sono le avanzate forti in Piemonte (Vercelli e Alessandria) e ancora in Lombardia a Varese e Como. Il centrosinistra tiene a Genova e conquista Agrigento e L'Aquila ed è avanti a Taranto - dove va al ballottaggio il candidato di Rifondazione che ha corso in concorrenza con il centrosinistra, ma non basta.
Nei giorni scorsi il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi aveva detto che avrebbe chiesto le dimissioni di Romano Prodi se i dati dei sondaggi fossero stati confermati, richiesta ripetuta anche oggi pomeriggio dal vicepresidente del Parlamento europeo (di Fi) Antonio Tajani. Prodi e il vicepremier Massimo D’Alema avevano invece detto che non avrebbero dato grande significato politico, in particolare alla vita del governo, ai risultati di oggi, dimostrando così di temere un arretramento dei propri partiti. I dati finora disponibili non annunciano uno tsunami politico, Prodi non di dimetterà, ma preannunciano nuove, pesanti difficoltà per il governo. Soprattutto al Nord dove i ribaltoni, comuni importanti passati dal centrosinistra al centrodestra, indicano con chiarezza il distacco marcato fra governo e governati: soprattutto sui temi della sicurezza, dell'immigrazione, delle tasse.
Significative, a questo proposito, le parole di Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi al Tg1: «E' una valanga di voti che punisce il governo delle tasse. Da domani Prodi dovrà fare i conti con una squadra, si fa per dire, in cui conta sempre di più la sinistra estrema».
Schifani: "E' l'inizio della spallata" «I risultati di Verona, del Nord, e di Olbia, con percentuali elevatissime per il centrodestra, sono l’inizio di una spallata» al governo di centrosinistra e a Prodi. Ne è convinto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, secondo il quale queste elezioni amministrative mostrano «un montante dissenso degli elettori italiani verso il governo Prodi. Quando si perde con un distacco del 20-25% occorre fare un’analisi e dell’autocritica». Replicando dunque agli esponenti dell’Unione secondo i quali il risultato delle elezioni non è negativo per la maggioranza, Schifani aggiunge: «Capisco la difesa d’ufficio ma questo voto segnala una fortissima e irreversibile crisi per il governo». Le parole del senatore azzurro rivelano lo stato d'animo della Cdl, soddisfatta per il voto al Nord e per altri risultati, anche arriva inattesa la sconfitta al ballottaggio ad Agrigento. L'Udc invece prende atto con soddisfazione della vittoria ma fa un distinguo non secondario: "Noi non abbiamo mai parlato di spallata...". Parola del segretario Cesa.
Bonaiuti: "La sinistra non ammette mai le sconfitte" Silvio Berlusconi è «tranquillo e sereno perchè tutto sta andando come prevedeva». Lo dice Paolo Bonaiuti commentando a Sky Tg24 i dati sul voto. Il portavoce del leader di Forza Italia parla di «risultati buoni» e mette in evidenza un dato che «la sinistra tende a mettere nel dimenticatoio», quello cioè della provincia di Genova, «una roccaforte rossa» in cui il centrodestra «arriva al ballottaggio». «Per una sinistra che non ammette mai la sconfitta, mi sembra -a vverte il parlamentare azzurro - un dato molto grave». Quanto a Verona, Bonaiuti spiega che è stata «brillantemente riconquistata dal centrodestra».
La Russa: "Spallata? Ma se basta una piuma..." «Un dato eccezionale» per il centrodestra. Al contrario, la maggioranza appare «molto in sofferenza». Così il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa, disegna l’esito del voto, basandosi sui primi risultati. «Il dato essenziale - spiega La Russa ai microfoni del Tg3 - è che ci sono due delle città più importanti, come Verona e Monza, che passano al centrodestra. Persino a Genova il distacco è modestissimo e nella provincia c’è un risultato in bilico». Ma per ora il capogruppo di An a Montecitorio preferisce essere prudente: «Gli effetti sul governo sono tutti da vedere. Di spallata comunque non ha mai parlato nessuno, nemmeno Berlusconi, di certo non lo ha fatto An. Ma un governo in bilico come quello di Prodi - conclude - non ha bisogno di spallata, può bastare una piuma».
Cicchitto: "Al Nord durissima sconfitta della sinistra" «Se vengono confermate le attuali linee di tendenza, nel nord per il centro-sinistra è una durissima sconfitta e sul terreno delle cifre globali si verifica uno stacco assai netto perchè si profila in molte località una vittoria del centro-destra oltre il 60%». Lo dice Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia.
Bondi: "Essenziale la leadership di Berlusconi" Per il coordinatore di Forza Italia l’esito delle amministrative mette in evidenza «due elementi: in primo luogo il valore della leadership di Berlusconi che si conferma in maniera prepotente». Il secondo dato che emerge dal voto, aggiunge Bondi, è «il valore essenziale dell’unità della Cdl».
Calderoli: "Sarkozy? Prodi vada da napolitano..." «Come al solito Prodi le imbrocca tutte. E visti i risultati che stanno uscendo da queste elezioni è finalmente andato dal presidente della Repubblica: peccato che come sempre abbia sbagliato e al posto di andare da Napolitano sia andato da Sarkozy...». Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vice Presidente del Senato, chiede con questa battuta che Prodi si rechi da Napolitano per rassegnare le dimissioni dopo i risultati delle amministrative.
Cesa: "L'Unione perde in tutto il Nord, ma niente spallata" Il risultato delle amministrative deve far «riflettere» il centrosinistra, secondo il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. «Nonostante le elezioni amministrative siano sempre le più difficili per il centrodestra, quello di oggi è un grande risultato sia per la coalizione, sia per l`Udc». «Il dato politico più significativo - continua - è la sconfitta secca del centrosinistra in tutto il Nord e la crescita dell`astensione nelle aree governate dalla sinistra. E` probabilmente la conseguenza dell`immagine confusa che il centrosinistra sta dando di sé negli ultimi mesi. Non abbiamo mai evocato la spallata, né crediamo nell`automatismo tra voto amministrativo e voto politico. Ci auguriamo però che il centrosinistra rifletta fino in fondo su un dato elettorale che dovrebbe preoccuparlo seriamente».
Mauro: "Prodi governa senza maggioranza" «È sotto gli occhi di tutti che si sta profilando una netta vittoria della Cdl sull’intero territorio nazionale». Ad affermarlo è Mario Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, commentando le prime proiezioni sul voto delle amministrative. «Non solo il centro destra si sta confermando dove già era al governo, ma sta recuperando consensi anche laddove la sinistra ha sempre trionfato» continua l’eurodeputato di Fi, evidenziando che «se anche nelle roccaforti rosse, come Genova e la sua provincia, la Cdl recupera terreno rispetto alle ultime elezioni politiche, il governo Prodi deve sbrigarsi a spiegare come pensa di rappresentare ancora gli italiani con una maggioranza basata su quelli che erano 24 mila voti di scarto».