Dalla Norvegia, i Kings of Convenience suonano a Genova più raffinati che mai

Antonio Lodetti

Grande musica a Genova. Il Festival Goa Boa andrà in scena dal 7 al 9 luglio (con un’appendice dal 10 al 26) ma si apre ufficialmente questa settimana con due gustose anteprime. Ieri sera si è esibito Beck e stasera saliranno sul palco della Fiera del Mare i Kings of Convenience. Eirik Glambek Boe e Erlend Oye - definiti i Simon & Garfunkel norvegesi -, lavorando sulle sfumature della voce e sui morbidi arpeggi delle chitarre, hanno costruito un repertorio elegante, composto e di suggestiva eloquenza.
Strana coppia di artistoidi giramondo nata ai tempi della scuola, Boe e Oye partono con gli Skog, band dalle influenze dark che si ispira ai Joy Division, ma diventano famosi come alfieri del cosiddetto «New Acoustic Movement». Il successo internazionale infatti arriva con i toni morbidi dell’album dal titolo programmatico Quiet Is the New Loud («la quiete è il nuovo rumore») debutto (dopo alcuni singoli e un Ep dal vivo) che riporta l’attenzione del pubblico sulla scena norvegese, fino ad allora conosciuta per il pop leggero leggero degli A-ha. «La nostra è una scelta di campo - dice Eirik - ridurre al minimo gli strumenti per esaltare il valore di una canzone. Se una melodia è buona bisogna valorizzarla, non appesantirla». Nascono così brani come Winning a Battle Losing a War, Singing Softly To Me, The Girl From Back Then e le hit Toxic Girl e Failure. Un album semplice e diretto che vende più di duecentomila copie nel mondo. Ma i Kings of Convenience non sono un clone del country folk americano d’antan; nella loro musica ci sono influenze moderne ed attuali. «Siamo ben calati nella realtà - dicono - e scriviamo canzoni perché il mondo si fermi ad ascoltarle». Il movimento «new acoustic» sta loro stretto e i due cambiano strada. Si trasferiscono a Ibiza e, abbagliati dal sole delle Baleari, portano il disarmante minimalismo del loro sound nella patria della musica dance e poi in tutta Europa.
Genio e sregolatezza, alla fine del tour i due ragazzi si separano; Erlend incide il disco solista Unrest e porta in giro per il mondo le sue canzoni ora con una band, ora in veste di dj-cantante-ballerino-chitarrista. Glambek Boe si ritira in solitudine e si laurea in psicologia. Fine dei Kings of Convenience? Anzi, rigenerati e ritrovati, i due incidono Riot On An Empty Street, dove il minimalismo si fonde alla bossa nova (con qualche ammiccamento pop come I’d rather Dance With You) in un cocktail al tempo stesso scarno e raffinato, e dove i suoni acustici si arricchiscono con i colori del banjo, della tromba, di un leggero accompagnamento di basso e batteria. «Abbiamo uno stile schizofrenico, ma questo è il nostro pregio».

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