Nostra Signora di Arona

La cittadina di Arona si trova sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, in provincia di Novara. Vicina a Stresa, dalle sue rive si può vedere la Rocca di Angera, fortezza in cui morì carcerato s. Rocco, protettore dalla peste. Ad Arona si trova anche la celebre e gigantesca statua in bronzo di s. Carlo Borromeo, popolarmente detta «Sancarlone» perché, date le sue dimensioni, ci si può salire dentro fino alla testa come nella Statua della Libertà newyorkese. In questa cittadina si trovava alla fine del XVI secolo un personaggio che fu onorato da alcune apparizioni mariane, come si può leggere nel libro di Gottfried Hierzenberger e Otto Nedomansky Dizionario cronologico delle apparizioni della Madonna (Piemme): «Maria SS. apparve più volte al gesuita portoghese Emmanuel Sá (1530-1596), esegeta e professore di teologia morale, che appartenne dal 1545 all’ordine dei gesuiti. La santa Vergine gli apparve ancora una volta nel 1596 con Ignazio di Loyola e gli predisse il giorno della sua morte (30 dicembre)». Fin qui il Dizionario. Che, per la sua qualità di, appunto, repertorio, non si dilunga più di tanto sulle varie voci. Le apparizioni della Madonna sono state tantissime, in duemila anni (e qui, quando ne cada la ricorrenza, riportiamo quelle che la Chiesa ha ufficialmente approvato). I due luoghi sacri più frequentati della terra sono due santuari mariani, Lourdes e Guadalupe (a quest’ultima spetta il record: venti milioni di pellegrini all’anno). Le apparizioni della Vergine, tuttavia, si sono letteralmente moltiplicate nel XX secolo. Qualcosa vorrà dire.