Nostra Signora di Pietralba-Weissenstein

Alto Adige, 1547. Leonardo Weissenstainer, proprietario terriero, era malato gravemente e recitava il rosario per la sua guarigione. Gli apparve la Madonna che gli chiese di costruire una cappella, la cui campana avrebbe suonato tutte le sere per chiamare alla preghiera la gente dei casolari isolati. Subito l'uomo guarì ma presto si dimenticò della promessa. Dopo qualche anno si ammalò peggio di prima, con dolori così forti che si dovette legarlo al letto. Un giorno, esasperato dalle fitte, si sciolse e corse per i boschi, finendo col cadere in fondo a un burrone. Quando si riebbe, si accorse di essere illeso. Davanti a lui stava la Madonna, severa. Gli disse che solo dopo nove giorni e nove notti i suoi l'avrebbero ritrovato. Così fu. Malgrado il tempo passato senza mangiare e bere, l'uomo era sano e perfettamente guarito, cosa che confermò le sue parole sull'apparizione ricevuta. Questa volta costruì la cappella e ogni sera ne suonò la campana. Nel 1561 decise di fare una chiesa più grande e, nello scavare le fondamenta, nel tronco di un albero appena reciso trovò una statuetta di marmo raffigurante la Pietà, che fu posta nella chiesa e venerata come Madonna delle Grazie. Il veggente morì nel 1571, quando i pellegrinaggi verso il luogo erano ormai numerosi. Grazie a un voto fatto a quel santuario, la regione fu preservata dalla famosa pestilenza del 1630. Nel 1787, nel pieno delle misure anticlericali dette «giuseppiniste» dall'imperatore austriaco Giuseppe II, la statuetta fu vista da moltissimi testimoni splendere di luce soprannaturale.