Nostra Signora di Le Puy-en-Velay

Correva l’anno 47 quando una vedova di nome Vila, malata di febbre terzana, si recò sul monte Anis (oggi nell’Haute-Loire). Qui i pagani veneravano una pietra sacra, un dolmen, capace, secondo loro, di guarire dalle febbri quelli che vi si stendevano. Vila eseguì il rituale ma si addormentò e in sogno le apparve una visione meravigliosa che disse di essere la Madre di Dio, intenzionata a riservarsi quel luogo. Vila andò a dirlo al vescovo Giorgio, il quale si lasciò convincere e, con i suoi preti, si portò sul monte. Con grande sorpresa lo trovò innevato, sebbene fosse luglio. Non solo: c’era anche un cervo che con le corna tracciò la pianta della chiesa da costruire. Ma per il momento fu possibile solo recintare la zona con pali di legno. Scrive Bouflet nel suo Apparizioni mariane antiche e moderne (San Paolo) che, due secoli dopo, una donna paralizzata si fece portare sul posto per impetrare la guarigione. Effettivamente le apparve la Vergine e la guarì, imponendole di andare a dire al vescovo Evodio che la chiesa che aveva domandato due secoli prima non era ancora stata costruita. Il vescovo andò a Roma a chiedere lumi al papa Callisto e questi gli ingiunse di procedere. Ma si dovette attendere il vescovo Scutario e altri due secoli prima che il santuario mariano vedesse la luce. Esso fu eretto, cosa rara, proprio attorno a quel dolmen pagano. In seguito quel primo santuario fu incorporato nella cattedrale di Le Puy, che attirava folle di pellegrini da tutta la Cristianità. C’era una Madonna Nera portata dai crociati, poi distrutta dai giacobini.