Nostra Signora di San Luca

1861. L'Umbria era stata annessa al Regno d'Italia l'anno prima e le erano state estese le leggi anticlericali contro gli ordini religiosi. A San Luca, paesino vicino a Montefalco, un bambino di quattro anni figlio di braccianti, Federico Cionchi, ogni giorno si portava tra i ruderi di una cappella. A chi gli chiedeva spiegazioni rispondeva di andare a trovare una Signora che lo prendeva per mano e gli parlava dolcemente. Alcuni decisero di accompagnarlo ma non videro nulla, solo l'espressione estatica del bimbo. Ma la notizia delle apparizioni si sparse al punto che qualcuno prese a invocare la Madonna «che appare al bambino». Fu il caso di un giovane moribondo di tubercolosi, che un anno esatto dopo guarì miracolosamente. A quel punto il parroco allertò il vescovo di Spoleto, Arnaldi. Il bambino, interrogato, disse di vedere una Bella Signora vestita di rosso o d'oro, che gli raccomandava sempre di essere buono. In effetti, colpì tutti la serietà e la precisione del racconto, nonché la propensione del piccolo Federico, detto Righetto, ad offrirsi di aiutare tutti coloro che vedeva nel bisogno. Il vescovo finì col convincersi della verità di quel che il bambino asseriva e, vista anche l'affluenza dei pellegrini al luogo delle apparizioni, autorizzò la costruzione di una chiesa. Ma i tempi erano difficili e le autorità civili frapposero mille ostacoli. Poi vennero l'occupazione di Roma e la guerra fredda tra Chiesa e Stato. Solo nel 1877 la chiesa, poi detta della Madonna della Stella, poté essere ultimata. Righetto, cresciuto, entrò tra i Padri Somaschi.