Nostra Signora di Saragozza

Il 20 gennaio dell’anno 41, secondo la tradizione, la Madonna sarebbe apparsa a S. Giacomo il Maggiore nella penisola iberica, dalle parti di Cesarea Augusta (il cui nome odierno, Saragozza, è una corruzione araba dell’antico latino). Quando gli Apostoli avevano sciamato per il mondo, Giacomo il Maggiore era partito da Giaffa in direzione dell’estremo Occidente e si trovava nell’attuale Aragona allorché venne visitato dalla Vergine. Stando alla mistica spagnola María de Agreda (la «dama azzurra», suora francescana che agli inizi del XVII secolo evangelizzò gli indiani del Nuovo Messico in bilocazione), la Madonna aveva a quel tempo sui cinquantatré anni e aveva ricevuto l’invito a visitare S. Giacomo il Maggiore dallo stesso Cristo (dopo la Resurrezione, naturalmente). Dunque si tratterebbe di una bilocazione della Vergine, che andò a confortare l’Apostolo (Santiago, per gli spagnoli) in un momento in cui questo era particolarmente affranto. Del resto, prima che lui partisse gli aveva promesso che l’avrebbe visitato durante una delle sue soste. Maria apparve sopra una colonna di granito portata dagli angeli e disse a Giacomo che la fede in quelle terre sarebbe diventata rocciosa come quella colonna, «pilar» in spagnolo. Forse in quel tempo la Madre di Dio dimorava a Efeso insieme a S. Giovanni l’Evangelista. Sul posto, vicino al fiume Tago, sorse una cappella intitolata a Maria. Oggi c’è il grandioso santuario di cui molte donne spagnole portano il nome, Pilar. Si tratta della prima delle migliaia di apparizioni mariane che hanno costellato la storia.